HPE Microserver Gen10 - Setup e configurazioni

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  1. #21
    i'm back L'avatar di madman
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    Originariamente inviato da frakka
    E' una configurazione che non amo molto... Ma li avevo fatti così anche io sullo stesso microserver!
    Dovresti poterli importare come "Dynamic foreign disk" senza particolari problemi... Dovrebbe bastare staccarli al momento dell'installazione e rimetterli su appena finito, se non vuoi lasciarli inseriti durante il setup.
    Ho pensato di non legarmi troppo all'hardware.. perché non la ami e che alternativa proponi?

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  2. #22
    Super Moderatore L'avatar di frakka
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    Il motivo principale è che con i volumi dinamici il backup di Windows Server non funziona, così come anche molti software di backup di terze parti (non sono tantissimi quelli che supportano il backup e restore di dischi dinamici) quindi è un'altra complicazione, soprattutto se anche il disco di sistema è un disco dinamico. Anche molti software di recupero dati (i più economici, niente di veramente "Pro") non gestiscono i dischi dinamici.

    Altro problema del disco dinamico è che è un volume poco "portabile": Se ti si scassa l'installazione di Windows, per riuscire ad accedere ai dati devi avere funzionante un'altra installazione Windows server (non credo che i Windows "desktop" siano in grado di accedere ai dischi dinamici. Forse le versioni "Pro" ma non ne sono sicuro) di versione pari o superiore (perchè anche la compatibilità all'indietro potrebbe non essere scontata).
    Io sono abituato a usare Live Linux per il recupero dati d'emergenza e quei volumi mi sono inaccessibili.

    Alternative?? Pochine, in effetti... O ti leghi all'hardware o ti leghi al software. Per il RAID0 alternative non ne ho ma per il RAID 1 spesso i volumi creati con questi RAID "finto-hardware" sono leggibili anche montati come dischi singoli su un'altra macchina (da validare caso per caso!!)... Ovviamente è una situazione da usare solo in caso di calamità ma è pur sempre una strada in più...

    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  3. #23
    i'm back L'avatar di madman
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    Originariamente inviato da frakka
    Il motivo principale è che con i volumi dinamici il backup di Windows Server non funziona, così come anche molti software di backup di terze parti (non sono tantissimi quelli che supportano il backup e restore di dischi dinamici) quindi è un'altra complicazione, soprattutto se anche il disco di sistema è un disco dinamico. Anche molti software di recupero dati (i più economici, niente di veramente "Pro") non gestiscono i dischi dinamici.

    Altro problema del disco dinamico è che è un volume poco "portabile": Se ti si scassa l'installazione di Windows, per riuscire ad accedere ai dati devi avere funzionante un'altra installazione Windows server (non credo che i Windows "desktop" siano in grado di accedere ai dischi dinamici. Forse le versioni "Pro" ma non ne sono sicuro) di versione pari o superiore (perchè anche la compatibilità all'indietro potrebbe non essere scontata).
    Io sono abituato a usare Live Linux per il recupero dati d'emergenza e quei volumi mi sono inaccessibili.

    Alternative?? Pochine, in effetti... O ti leghi all'hardware o ti leghi al software. Per il RAID0 alternative non ne ho ma per il RAID 1 spesso i volumi creati con questi RAID "finto-hardware" sono leggibili anche montati come dischi singoli su un'altra macchina (da validare caso per caso!!)... Ovviamente è una situazione da usare solo in caso di calamità ma è pur sempre una strada in più...
    È mia abitudine ormai da anni fare almeno tre partizioni nel disco di sistema, con la seconda copia esatta della prima e la terza per i file e le cartelle comuni, temporanee, indici ecc ecc..

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  4. #24
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    Ieri sera parlavo con un collega, guru sui vari sistemi e prodotti microsoft.

    Lui sostiene che sia teoricamente possibile farlo, ma tecnicamente il sistema operativo "segna" i dischi da utilizzare e quindi potrebbe non essere scontata l'importazione del raid su un nuovo sistema, senza prima convertire il raid in dischi singoli.

    Al tempo stesso, nel caso di upgrade in-place ad esempio da 2012R2 a 2016, l'upgrade stesso si preoccupa di convertire e prendere in pancia anche questo aspetto del sistema.


    WS HOME (in pensione): i7 7700k @ 5.2Ghz cooled by Custom Loop - Asus Maximus IX Apex - Asus Strix 980Ti - 16Gb Gskill TridentZ F4-3866C18 - Antec HCP 1000W Platinum - 3 x WD 500Gb (Dati) - Samsung Evo 840 (SO) - Win10 Pro x64
    WS LAB: Ryzen 2700x cooled by Corsair H100i V2 - Asus Rog Strix x370-i Gaming - 32Gb GSkill TridentZ RGB 3600Mhz - Zotac GTX1060 Mini 6GB - Thermaltake Smart Pro RGB 650W - Sabrent 1TB - MP500 NvME 250Gb come cache disk - Win10 Pro x64 - Phanteks Evolv ITX Glass --- Virtualization with Hyper-V

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  5. #25
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    Originariamente inviato da Matty90
    Ieri sera parlavo con un collega, guru sui vari sistemi e prodotti microsoft.

    Lui sostiene che sia teoricamente possibile farlo, ma tecnicamente il sistema operativo "segna" i dischi da utilizzare e quindi potrebbe non essere scontata l'importazione del raid su un nuovo sistema, senza prima convertire il raid in dischi singoli.

    Al tempo stesso, nel caso di upgrade in-place ad esempio da 2012R2 a 2016, l'upgrade stesso si preoccupa di convertire e prendere in pancia anche questo aspetto del sistema.
    Infatti pensavo di clonare l'attuale 2012 su SSD e poi fare l'upgrade a 2016. A quel punto la domanda è: in caso di necessità, il 2012 originale su Hdd continuerebbe a vedere il raid?

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  6. #26
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    Secondo me non hai problemi. L'upgrade in place semplicemente aggiorna la versione senza andare a cambiare l'identificativo dell'installazione. Il disco clonato avrà quindi lo stesso ID del vecchio.
    madman likes this.


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  7. #27
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    Predefinito Upgrade to Evaluate from Standard Edition

    Originariamente inviato da frakka
    Sei sicuro che la licenza "evaluate" possa poi essere convertita in una definitiva, dopo il termine di 180gg? Mi risulta che MS abbia introdotto queste licenze "Evaluate" generando degli SKU appositi, che non si attivano con le normali chiavi di licenza ad uso retail/volume/etc... Per quanto ne sò, scaduto il termine si può solo brasare l'installazione e rincominciare.
    Sono tornato in possesso di una connessione decente, e al tempo stesso ho "vinto" 25 giorni di mutua per frattura ad una mano, quindi ho tutto il tempo per continuare

    Parto da questa domanda. La conversione è piuttosto semplice a dire il vero: basta un semplice comando powershell.

    Quello che serve è il Deployment Image Servicing and Management tool, più comunemente DISM. Questo tool è utilizzato per verificare, installare, disinstallare, configurare e aggiornare le varie features e i vari pacchetti in una immagine Windows sia in modalità online che offline.

    Va premesso che le versioni Evaluate non possono essere aggiornate ad una versione qualsiasi, ma hanno un upgrade obbligatorio ad una versione superiore. Per ottenere la vostra versione potete lanciare questo comando: DISM /online /Get-CurrentEdition

    Consiglio sempre di lanciare anche un bel DISM /online /Get-TargetEditions per conoscere a quale versione può essere upgradata la vostra evaluate.

    Una volta lanciati questi comandi, potrete lanciare questo: DISM /online /Set-Edition: /ProductKey: /AcceptEula cambiando i valori con l'edizione scelta dal Get-TargetEditions e la inserendo una chiave valida per la versione target prescelta.

    Riavviate il vostro server e vi troverete già la vostra copia registrata e upgradata a quella scelta. Per verificarlo, potete lanciare nuovamente il comando: DISM /online /Get-CurrentEdition.

    Questo è l'output finale nel mio caso:



    che trova riscontro anche nelle proprietà di sistema:

    Ultima modifica di Matty90 : 28-12-2017 a 21:06 Motivo: Upgrade to Evaluate from StandardEdition


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  8. #28
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    Predefinito Pianificazione storage e montaggio dischi

    Oggi è il giorno dello storage, ovvero quella parte fisica in cui verranno storati (conservati) i dati: i miei 3 Seagate IronWolf da 3TB + il disco di sistema SSD Drevo.





    Perchè 3 dischi?
    La domanda che molti mi hanno fatto è stata: Perchè 3 dischi quando hai 4 baie disponibili? La risposta è molto semplice ma non scontata. E' sempre importante pianificare con attenzione la gestione dello storage in quanto la sua sostituzione non è quasi mai immediata. In ambito small business ed enterprise inoltre, la differenza di scelta a livello economico è MOLTO importante.
    Una attenta pianificazione tiene conto anche del numero dei dischi, della loro dimensione, della velocità di rotazione e della destinazione di uso dello stesso spazio che verrà allocato, oltre al relativo partizionamento: partizione, LUN, mountpoint ecc.

    La mia scelta di avere 3 dischi è stata dettata dal fatto che avevo bisogno di affidabilità e avere anche la possibilità di avere un disco in failure (rotto, guasto, o comunque non funzionante) senza perdere i dati in essi contenuti. La capacità di 3TB l'uno è stata calcolata sul fatto che avevo già previsto di inserire i dischi in un array per formare un RAID5, pertanto una capacità totale di 6TB era più che sufficiente (il raid5, seziona i dati a livello di blocco con parità distribuita e calcola lo spazio disponibile con la formula N-1 dischi). Ho scelto inoltre dischi meccanici a bassa velocità in quanto lo scopo principale del sistema è l'archiviazione e il backup di/per altri sistemi, quindi il rapporto spesa/performances di 3 dischi SSD non sarebbe stato ottimale. La velocità dei dischi ssd non sarebbe stata sfruttata, pertanto la spesa sarebbe stata inutile.

    Bisogna comunque avere ben presente che, in un sistema RAID5 con un solo blocco di parità per stripe, la rottura di un secondo disco comporta la perdita di tutti i dati presenti nel sistema. Per questo motivo la mia configurazione è a rischio già in partenza: è anche vero che la possibilità che si rompano due dischi nello stesso momento senza darmi la possibilità di sostituirli è abbastanza bassa. (spero... )

    Quindi la 4 baia rimarrà vuota?
    Al momento la quarta baia disponibile rimarrà vuota, ma come da pianificazione, verrà riempita con un singolo disco da 5/6TB che avrà la funzione di mantenere un secondo backup dell'intero sistema. In questo modo, colmo la lacuna dei soli 3 dischi che compongono l'array RAID5, rinforzando addirittura l'intera infrastruttura. Non avrò dipendenze da nessun controller, da nessun disco usb esterno, da nessun guasto del raid o altro. Avrò inoltre un disco che all'occorrenza potrà essere utilizzato per ripristinare l'intero server, l'intero raid o qualsiasi altro singolo file.

    Montaggio dischi
    Il montaggio dei dischi è estremamente semplice. Si rimuove il frontale del MicroServer e si accede alle baie. Sono presenti delle comode levette, che facilitano la rimozione degli stessi. Sono inoltre presenti delle viti da installare sui dischi che verranno usate come guide.







    Ultima modifica di Matty90 : 30-12-2017 a 20:33
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  9. #29
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    Predefinito Creazione Raid5 Software

    Montati i dischi, non resta che predisporre l'ambiente (per ambiente si intenda tutta la macchina compresa di server, dischi, sistema operativo ecc..) ad accogliere i dati secondo quanto pianificato. Nel mio caso, il modello di Microserver scelto non ha un controller raid dedicato quindi procederò con la creazione di un Raid5 software, cioè gestito a livello di kernel direttamente da windows.

    Per maggiore comodità e totalità di informazione, aggiungo qualche accenno su cosa sia il Raid5 e come funziona.

    Un volume con striping con parità, anche denominato RAID-5, combina in un volume logico aree di spazio libero appartenenti a un numero variabile di dischi rigidi diversi compreso tra 3 e 32. I dischi possono essere HD meccanici, SSD, HD con collegamento in fibra, SCSI, ecc ecc, ma devono (dovrebbero...) essere tutti uguali tra di loro sia come caratteristiche che come capacità.


    Per parità si intendono quelle informazioni ridondate associate a un singolo blocco di informazioni. A partire da Windows 2000 Server la parità è un valore calcolato utilizzato per ricostruire dati a seguito di un errore o di un guasto (questo è il motivo per il quale ho scelto il Raid5 e non un Raid0 o Raid1). I volumi RAID-5 eseguono lo striping di dati e parità all'interno di un set di dischi ed in caso di errore di un singolo disco, le informazioni di parità vengono utilizzare per ricreare i dati sul disco in questione.


    Grazie a questa tolleranza d'errore, è preferibile utilizzare volumi RAID-5 quando si rende necessaria sia l'integrità dei dati che la velocità di input/output. Non è possibile estendere né eseguire il mirroring dei volumi RAID-5, mentre è possibile utilizzare qualsiasi file system su un volume RAID-5, compresi i file system FAT, FAT32 e NTFS.


    Creazione del volume

    Come tutto ciò che riguarda la gestione di un sistema basato su Windows Server (da 2008R2 in avanti), procederemo con la nostra configurazione partendo dal Server Manager. Nella sezione "Tools" selezioneremo poi "Computer Management", dove avremo accesso alla parte di gestione e configurazione dello storage.



    Quello che vedremo una volta inseriti i nostri dischi all'interno delle baie disponibili sarà questo:


    Formattiamo ora i nostri dischi scegliendo con criterio se utilizzare MBR o GPT. Teniamo a mente però che il limite posto da partizioni MBR è di 2TB per l'intero disco: nel mio caso, procediamo con GPT. A fine procedura, avremo i nostri tre dischi formattati e disponibili come singoli volumi. Sarà pertanto necessario rimuovere i singoli volumi, in modo da poter poi creare un array di dischi in RAID5. Rimossi i volumi, questo è quello che vedrete:



    Procediamo come da step seguenti e creiamo quindi il nostro volume Raid5. Ricordatevi che il volume non può essere esteso, evitate quindi di creare un volume dimensionato appositamente per contenere i soli dati disponibili in questo momento, ma aggiungete anche un "margine" per poter far fronte ad una eventuale crescita di dati futura.

    Clicchiamo su uno dei nostri dischi, tasto destro e selezioniamo l'opzione "New RAID-5 Volume...":



    Ora ci basta seguire il wizard per la configurazione:



    In questa schermata dobbiamo aggiungere tuti i dischi di cui abbiamo bisogno al nostro array. Nel mio caso sono presenti solo 3 dischi, quindi andranno selezionati tutti e 3. In caso di 4 o più dischi, sarà necessario scegliere tutti i dischi su cui vogliam o creare il volume:



    Scegliamo ora la dimensione totale che vogliamo ottenere. ricordiamoci sempre che la formula di spazio disponibile sarà N° Dischi -1. Se vogliamo creare una partizione da 300GB come nell'esempio, sarà necessario allocare quindi 150Gb a disco ((150gb x 3dischi) - 150Gb).



    Sarà possibile scegliere se assegnare una lettera al volume creato, se utilizzarlo come mount point oppure se non assegnare alcuna lettera. In questo caso, assegnamo una lettera a piacimento.



    Scegliamo poi se formattare o meno il nostro disco, assegnandogli anche una label (etichetta) e scegliendo se abilitare o meno la compressione dei files. In questo volume di prova, ho attivato anche la compressione dei files, ma le performance erano davvero molto deludenti



    Cliccando su finish ci verrà mostrato il riassunto di quanto configurato in precedenza. Ci verrà fatto notare che questa operazione convertirà i dischi da dischi di base a dischi dinamici. Accettiamo e proseguiamo, fino ad ottenere la schermata di formattazione del volume:







    Attendiamo la fine della formattazione e avremo il nostro volume RAID5 pronto all'uso. Nella mia configurazione, la formattazione completa (no quick-formatting) ci ha impiegato circa 7 ore a terminare.
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  10. #30
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    Un volume con striping con parità, anche denominato RAID-5, combina in un volume logico aree di spazio libero appartenenti a un numero variabile di dischi rigidi diversi compreso tra 3 e 32. I dischi possono essere HD meccanici, SSD, HD con collegamento in fibra, SCSI, ecc ecc, ma devono (dovrebbero...) essere tutti uguali tra di loro sia come caratteristiche che come capacità.

    Che succede se i dischi non sono tutti uguali? Attualmente ho due dischi da 2Tb e due da 3TB, piu un altro disco esterno da 2Tb su un HP microserver (il primo modello, N36L). Poiché sto pensando di mettere su win server 2016 su nuovo SSD, come mi converrebbe ottimizzare il tutto?

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