Molte sono le tecnologie atte alla visione in tre dimensioni di contenuti bidimensionali che nel corso degli ultimi anni, con lo sviluppo del cinema in 3D, sono diventate accessibili anche per gli utenti comuni comodamente seduti nel salotto di casa o davanti al proprio PC.

Le prime applicazioni della stereoscopia risalgono alla prima metà del 1800 come strumento di intrattenimento e per lo studio dell’occhio umano e dei processi neurologici che ci consentono di percepire la terza dimensione.

Tutti i sistemi stereoscopici si basano sul mostrare a ciascun occhio una differente immagine dello stesso soggetto, riprendendole da due angolature leggermente differenti; le immagini saranno quindi catturate dagli occhi e successivamente elaborate dal cervello che combinerà le due inquadrature fornendo un senso di profondità alla scena consentendo, quindi, di valutare la distanza tra gli oggetti in primo piano e quelli sullo sfondo.

La percezione della stereoscopia non è uguale in tutte le persone a causa delle differenze genetiche che ci contraddistinguono e si stima che circa un 3% della popolazione mondiale non sia affatto in grado di cogliere le differenze spaziali, con evidenti implicazioni nell’utilizzo delle moderne tecniche 3D.

Attualmente le migliori tecniche stereoscopiche in commercio prevedono l’utilizzo di occhiali per consentire la visione in tre dimensioni, siano essi dotati di tecnologia attiva o semplici lenti polarizzate.

Queste due tecnologie sono comunemente utilizzate nelle sale cinematografiche e garantiscono una buona qualità dell’immagine, ma la differente scelta tra le due influenza in maniera decisa il costo finale nella realizzazione dello spazio ad esse dedicato.

L’uso di lenti anaglifiche, i tradizionali occhialini con le lenti blu e rosse per intenderci, sono ormai in disuso in ambito multimediale e sono utilizzate solo come surrogato a basso costo, spesso come mero "dimostratore tecnologico" (es. NVIDIA 3D Vision Discovery).

Esiste, inoltre, un’altra frontiera della visione 3D che è quella della autostereoscopia, ovvero la possibilità di percepire un’immagine in tre dimensioni senza l’ausilio di alcun dispositivo, sfruttando complessi sistemi di lenti o tecniche ancora più evolute.

In questa recensione andremmo ad analizzare la tecnologia NVIDIA 3D Vision 2 in abbinamento al monitor ASUS VG278H.

Le novità introdotte nella seconda generazione di 3D Vision includono una maggior luminosità dell’immagine ed un set di occhiali attivi con lenti di maggiori dimensioni rispetto alla generazione precedente consentendo, così, una visione più confortevole e coinvolgente, sia in ambito videoludico che puramente multimediale.

Buona lettura!