9. High-end vs Low-end: parte seconda

 

Le differenze tra gli alimentatori agli estremi del mercato sono molteplici ed interessano l'intero PCB ...

 

Sul PCB non c'è alcuna traccia del PFC, per cui passiamo direttamente allo stadio primario costituito dai transistor di switching.

 

L'alimentatore ai raggi X 9. High-end vs Low-end: parte seconda 1 

 

Si tratta di modelli bipolari (BJT) di tipo NPN (t13007-r).

La modulazione è affidata al controller PWM 7500B affiancato sulla sinistra dall'LM339 contente quattro comparatori.

 

L'alimentatore ai raggi X 9. High-end vs Low-end: parte seconda 2 

 

Insieme creano il circuito di controllo/oscillatore necessario al pilotaggio dei transistor di switching.

 

L'alimentatore ai raggi X 9. High-end vs Low-end: parte seconda 3 

 

Il sistema di trasformazione è l'unico che concettualmente resta invariato, non si può dire lo stesso sulla qualità dei componenti impiegati.

 

L'alimentatore ai raggi X 9. High-end vs Low-end: parte seconda 4 

 

Dando uno sguardo allo stadio secondario troviamo da sinistra a destra:

  • STPR1020CT: rettificatore a diodo da 10A (3,3V – 33W)
  • STPS2045CT: rettificatore a diodo da 20A (5V – 100W)
  • STPS3045CT: rettificatore a diodo da 30A (12V – 360W)

I tre regolatori mettono a disposizione un massimo di 493W.

Il Modu87+ di Enermax offre invece 41A totali forniti da tre linee da 12V con 25A di picco ciascuna per un totale di 492W, quindi una potenza ben lontana da quella sostenibile dai singoli rettificatori.

Le tensioni da 3,3V e 5V erogano un massimo di 100W che vanno a sottrarsi ai 492W per cui, nel peggiore dei casi, avremo 393W da utilizzare sui 12V.

Ovviamente la soluzione Enermax è molto più flessibile di quella offerta dall'alimentatore economico.

 

L'alimentatore ai raggi X 9. High-end vs Low-end: parte seconda 5 


Concludiamo con il filtro d'uscita, costituito da un esiguo numero di condensatori e da induttori di dubbia qualità.

Al termine di questo confronto è lampante l'abissale differenza che separa i due prodotti.

Ovviamente, così come le prestazioni, anche il prezzo è completamente differente, si va dai 20/30 € del modello OEM a più di 100 € per il Modu87+.

Morale della favola? Ve la suggerisce Corsair ...

 

 

A quanto pare, continuare a sostituire componenti scadenti prematuramente scomparsi, potrebbe costare più che comprare fin da subito un alimentatore degno di questo nome.