Abiura! Cavi USB

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  1. #71
    tebibyte
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    Ragazzi, che dire? Resto letteralmente incantato davanti a cotante speculazioni, a questa straordinaria dialettica, a queste ardite teorie di cui capisco, se va bene, la metà dei concetti espressi........Ma poi sono costretto a cingermi le spalle con la pelle d'orso (però che caldo!) raccolgo il mouse a forma di clava e vado a cambiare l'album che sta suonando su questa ciofeca di sistema non invariante, mascherato come l'uomo omonimo, che solo il padreterno sa come possa riprodurre qualcosa che somiglia alla musica.......
    Perduto dietro questo discorso, che un gioiello in filigrana sembra una barretta di tondino di ferro, aspetto con ansia di poter vedere, sentire, applicare, valutare qualcosa nel mondo reale......un cavo, che so, che esista, che si possa comperare, costruire, ascoltare........ Un elastico (vallo a trovare un elastico che tenga sospeso un circuito da 100 g facendolo oscillare a 5 Hz e che resti in posizione e stabile nel tempo, che sarà pure invariante ma la struttura elastica altrochè se è variante nel tempo!). Scusate la mia immensa rozzezza di pensiero e ancor più di azione ma mi manca il gesto, l'oggetto,la materia, la prova, il test ovvero ciò che verifica se il mio sistema non invariante gradisca o meno questa mole di teorie applicate alla pratica....... Come non c'è applicazione pratica? Ma non è possibile! E la lotta al mascheramento, da sospendersi (a 5Hz, mi raccomando!) durante il Carnevale? E i drappi del Conte di Monte-Feltro , quelli che se soffrite d'asma siete praticamente morti prima di iniziare ad ascoltare? E allora come farò io, prototipo nonchè paradigma del popol bue audiophile?
    Perdonatemi l'ironia, vi assicuro assolutamente benevola, ma mi sembra che si stia trascendendo un po' rispetto all'oggetto del discettare, che era un modesto cavo USB, uno da fuffa audiofila, uno di quelli da fregatura, uno degli oggetti più esecrabili esistenti, al massimo utile per suonare Venditti ( In questo mondo di ladri, do you remember?). Nessuno lo ha provato, nessuno lo ha ascoltato ( un po' come il Totaldac.....) ma da questa fucina ben presto sorgerà la nuova alba, quella del vero audio! Va be' nel giro di qualche secolo le cose saranno mature, nel frattempo io vado a rosicchiarmi un pezzo di scimpanzè dentro la caverna.......... "Wilma!Dammi la clava!!!"
    Audiofred

  2. #72
    pebibyte L'avatar di marcoc1712
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    Originariamente inviato da bigtube
    Russo vuole esplicitare che nelle coordinate invariabili del tempo il sistema muta continuamente per l'intervento del fenomeno del mascheramento. Se cio' che ho percepito prima nello scandirsi del tempo
    non si coordina con cio' che percepisco dopo perche mutano le variabili determinando il mascheramento io sperimento una incongruenza . ci siamo ?
    Non ho capito.

    Per "mascheramento" intendiamo sempre il fenomeno che si verifica quando:


    1. due suoni simultanei hanno altezze molto simili (si veda battimenti).
    2. uno dei due suoni è parecchio più forte dell'altro (mascheramento simultaneo).
    3. un suono molto forte precede di poco un suono più debole (mascheramento temporale in avanti)
    4. un suono molto forte segue di poco un suono più debole (mascheramento temporale all'indietro)

    cioè l'orecchio non riesce a scomporre il suono globale ricevuto nelle sue componenti fisiche, e ne percepisce una sola (come nei casi 2, 3, e 4), oppure percepisce un suono di caratteristiche completamente differenti (come avviene nel caso dei battimenti)?
    (Fonte Unimore).

    Mentre per sistema non invariante:

    un sistema è detto invariante o tempo invariante se, anticipando o ritardando lo stimolo, la risposta anticipa o ritarda dello stesso intervallo di tempo. Un sistema tempo invariante non dilata e non comprime gli intervalli di tempo. In sostanza il sistema rispetta l’omogeneità del tempo.

    Il fatto che la caratteristica dei componenti del sistema cambino nel tempo non ha nulla a che vedere con il concetto di invarianza o tempo invarianza (per esempio la variazione di valore dei componenti con la temperatura o con l’invecchiamento o un generatore comandato o altro).

    (Fonte PoliMi).

    Quindi non è il sistema a mutare, ma il suo risultato (la percezione o meno del mascheramento) al variare del 'tempo' che lui intende come la sequenza dei suoni, infatti parla di tempo varianza, che è è un concetto preciso.

    Quali sono le variabili che mutano? Io capisco "QUELLO CHE HO ASCOLTATO FINO ALL’ATTIMO PRECEDENTE" (il maiuscolo è di Russo) cioè la sequenza, che lui confonde volutamente con il tempo e questo è il mio dubbio principale, ma sorvoliamo per ora.

    A me pare anche sensato: se produci un LA e dopo 15 msec un secondo LA, li ascolti distintamente, se per qualsiasi causa 'avvicini' i due suoni, poniamo di 7 msec, ne ascolti solo uno corrispondente alla sommatoria dei due. E' la definizione stessa di mascheramento.

    Originariamente inviato da bigtube
    perchè chi dispone della capacita' percettiva, che non è commensurabile con la fisica classica, è esclusivamente il nostro cervello. E' imprescindibilmente lui che decide che cosa è congruo o meno
    nei significati. Puoi pensare di sistematizzare ad oggi cosa governa questo fenomeno? ti pare che possa appartenere ai sistemi invarianti ?
    Tutto vero, ma io contesto la frase in se: un sistema non può essere variante in funzione di un suo componente... Cosa cambia - esternamente al sistema - che produce il cambiamento di percezione?

    Originariamente inviato da bigtube
    Le caratteristiche del sistema sono assimilabili per entrambe le situazioni con la differenza che nell'ascolto della musica dal vivo la percezione della congruenza dei suoni musicali
    è largamente meno inficiata dal fenomeno del mascheramento
    Vero, ma ciò non toglie che nella prima definizione siano compresi entrambi, nella seconda solo la riproduzione, quindi bisogna tenerne conto nel leggere i due documenti: sta parlando di due sistemi diversi!

    Originariamente inviato da bigtube
    Mi spieghi cosa c'entra il tempo con la sequenza dei suoni musicali registrati . Il tempo è scandito una volte per tutte. Lo svolgimento di una sequenza puo' avvenire solo nel
    movimento scandito del tempo. Il sistema è non invariante(non misurabile) perché deve esserci l'ascoltatore altrimenti non accade assolutamente nulla.
    In realtà lo dice Russo, quindi chiedi a lui, poi v. al primo punto, ho espresso perché secondo me è condivisibile la sua prima interpretazione.

    Aggiungo solo che le riflessioni in ambiente e - forse- le extra esistenze, come le definisce Russo, fanno proprio quello: riducono l'intervallo di tempo tra un suono e l'altro (e non nella mente, nella realtà) provocando potenzialmente ulteriori fenomeni di mascheramento rispetto a quanto previsto nel messaggio originario (esattamente come fanno alcuni strumenti rispetto ad altri, o teatri rispetto ad altri, cioè suonano in modo diverso), in questo senso è condivisibile, anche se non è 'il tempo assoluto' a cambiare, ma quello relativo della sequenza.

    Chi ha detto che un sistema non invariante non è misurabile? Semplicemente rileverai che le misure non variano semplicemente della stessa quantità della variabile mutata. Se non potessi proprio misurare, non potresti nemmeno stabilire che il sistema è non invariante.

    Per Russo seconda versione è misurabile solo grazie alla descrizione dell'osservatore, il che comporta necessariamente la complicazione di un linguaggio ed un contesto culturale di riferimento.

    Originariamente inviato da bigtube
    E chi li deve valutare secondo te? Una macchina? . Sono io che decido cosa và bene e cosa non và bene. Che cosa ne puo' sapere la macchina di come si attiva la mia percezione?
    Chi ha mai parlato di macchine? L'ultimo 'anello' del sistema è l'ascoltatore, il risultato del sistema - se vogliamo misurarlo - concordemente con quanto dice Russo è la descrizione delle percezioni che lui produce, il che comporta necessariamente la complicazione di un linguaggio ed un contesto culturale di riferimento.

    Per alcuni aspetti è 'facile': esprimere che hai percepito un suono singolo piuttosto che due separati, per altri meno: descrivere il timbro di uno strumento, per altri ancora praticamente impossibile.

    E' possibile e sensato investigare il sistema (comprensivo dell'ascoltatore) solo ed esclusivamente per quei fenomeni che lo stesso riesce a descrivere in base ad un linguaggio preciso e condiviso nel comune contesto culturale, altrimenti stiamo parlando di nulla.

    Quindi, se sposti tutto sul lato della soggettività piena, compreso i fenomeni psicoacustici primari, che hanno evidenza comprovata, rinunci completamente alla possibilità di descrivere minimamente il sistema, che diventa un fatto 'privato' ed insondabile, man mano sposti avanti l'asticella, trovi parametri condivisi sulla base dei quali descrivere e 'misurare' i sistemi.

    Non è un fatto tipico dell'audio...

    Probabilmente questa è la maggiore differenza, insieme alla metodologia a componenti perfetti (alias separazione degli ambiti) tra i due documenti, spero di averti chiarito perché li trovo inconciliabili. Personalmente mi trovo molto vicino al primo, il secondo pone troppa enfasi sulla soggettività e mi pare per questo meno maturo, nel senso che non lascia spazio ulteriore: Se il sistema comprende il suo strumento di misura ed il suo giudice...

    Originariamente inviato da bigtube
    L'argomentazione non si rivolge a te ma all'andazzo comune . Tuttavia se non si riesce a porre le basi di una critica efficace con mezzi efficaci contro quest'andazzo
    ci teniamo quello che abbiamo....cioè il fumo dei guru e dei commercianti.
    Si, per questo continuo a cercare un punto di vista comune con chi - come te - lo ha capito, anche se ogni tanto la tentazione di vendere 'merda d'artista' mi viene!
    Ciao, Marco.

    "Any intelligent fool can make things bigger, more complex, and more violent. It takes a touch of genius -- and a lot of courage -- to move in the opposite direction."
    — E. F. Schumacher (mis-attributed to A. Einstein)
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  3. #73
    gibibyte L'avatar di DacPassion
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    Audiodan, visto che sei uno sperimentatore, compra un po' di queste

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    Un po' di O-ring

    ...e sperimenta!! ...sotto le tue cose custom e sotto le casse
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  4. #74
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    se qualcuno ha un impianto di riferimento e un cavo hiend io ci metto il cavo sclauso e vediamo se in un test in cieco su un discreto numero di ascolti si evince qualcosa.

    una prova tanto facile che si fa prima a farla che a scrivere di tante questioni tecniche

  5. #75
    pebibyte L'avatar di marcoc1712
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    Originariamente inviato da audiodan
    Ragazzi, che dire? Resto letteralmente incantato davanti a cotante speculazioni, a questa straordinaria dialettica, a queste ardite teorie di cui capisco, se va bene, la metà dei concetti espressi........Ma poi sono costretto a cingermi le spalle con la pelle d'orso (però che caldo!) raccolgo il mouse a forma di clava e vado a cambiare l'album che sta suonando su questa ciofeca di sistema non invariante, mascherato come l'uomo omonimo, che solo il padreterno sa come possa riprodurre qualcosa che somiglia alla musica.......
    Perduto dietro questo discorso, che un gioiello in filigrana sembra una barretta di tondino di ferro, aspetto con ansia di poter vedere, sentire, applicare, valutare qualcosa nel mondo reale......un cavo, che so, che esista, che si possa comperare, costruire, ascoltare........ Un elastico (vallo a trovare un elastico che tenga sospeso un circuito da 100 g facendolo oscillare a 5 Hz e che resti in posizione e stabile nel tempo, che sarà pure invariante ma la struttura elastica altrochè se è variante nel tempo!). Scusate la mia immensa rozzezza di pensiero e ancor più di azione ma mi manca il gesto, l'oggetto,la materia, la prova, il test ovvero ciò che verifica se il mio sistema non invariante gradisca o meno questa mole di teorie applicate alla pratica....... Come non c'è applicazione pratica? Ma non è possibile! E la lotta al mascheramento, da sospendersi (a 5Hz, mi raccomando!) durante il Carnevale? E i drappi del Conte di Monte-Feltro , quelli che se soffrite d'asma siete praticamente morti prima di iniziare ad ascoltare? E allora come farò io, prototipo nonchè paradigma del popol bue audiophile?
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    Audiofred
    Hai perfettamente ragione, ti abbiamo inquinato il THD. Scusa.

    Bisognerebbe ripristinare uno dei precedenti e continuare la o forse anche smetterla, sarò io ad essere deviato, ma, nonostante le prese per i capelli, secondo me sparsa un po' ovunque ne è uscita una discussione bella istruttiva.

    Poi a me sono partiti 2 HDD e mentre faccio il restore (oddio, sto usando un normalissimo cavo USB, chissà come si sentirà male poi...) qualcosa devo pur fare no?

    Maledetto caldo...
    Ciao, Marco.

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  6. #76
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    Originariamente inviato da cicquetto
    se qualcuno ha un impianto di riferimento e un cavo hiend io ci metto il cavo sclauso e vediamo se in un test in cieco su un discreto numero di ascolti si evince qualcosa.

    una prova tanto facile che si fa prima a farla che a scrivere di tante questioni tecniche
    Fai come ti dico io e son sicuro che per te và benissimo : compratene una quidicina dal piu' costoso a quello piu' economico e provali a casa tua. Vedrai che troverai il migliore. Se non sei
    ancora soddisfatto allora compratene venti. Puoi continuare cosi fino a che non ti stanchi. Altrimenti puoi rivolgerti ai guru dei cavi. Loro ti daranno una mano sicura.
    Non preoccuparti ti sto consigliando quello che qui ma anche in tante altre sedi consigliano come una soluzione assolutamente sicura.
    Se per caso ti viene in mente che ti hanno preso per una mucca da mungere tu non farci caso troverai qualcuno che ti potra' rassicurare con un'altra proposta.
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  7. #77
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    Originariamente inviato da cicquetto
    se qualcuno ha un impianto di riferimento e un cavo hiend io ci metto il cavo sclauso e vediamo se in un test in cieco su un discreto numero di ascolti si evince qualcosa.

    una prova tanto facile che si fa prima a farla che a scrivere di tante questioni tecniche
    ANATEMA! hai citato il cieco. Vabbé, dai intercedo per te, alla fine non è nemmeno doppio!

    Ok, lo ammetto, ho scritto a moglie perché suocera intenda...
    Ciao, Marco.

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  8. #78
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    @ Dac Passion: se sono le palline magiche, quelle che rimbalzano per ore, le ho provate forse 15 anni fa, assieme alle palle da tennis e a quelle da pingpong e anche alla pietra pomice sintetica (era una fissa di Lucio Cadeddu, il mitico editor di Tnt audio). In realtà dovrei provare le Palle di Epidauro, che sembrano le uniche "licenziate" ufficialmente, ma non mi è molto chiaro se l'architetto LIno Mazzocco sia ancora attivo oppure no. Sulle palline magiche ci torno su, potrebbero essere utili, vediamo...
    @ciquetto: disponibile ad effettuare qualunque prova "in cieco" appena qualche anima buona mi presenta un disegno della modalità dello studio, i limiti, il campione statistico necessario per raggiungere una significatività, insomma parla sapendo di cosa sta parlando. Forse è meglio ribadire che un test comparativo in cieco non significa ascoltare con la benda sugli occhi senza sapere cosa si ascolta ma dovrebbe essere effettuato con una minima base scientifica. A tutt'oggi i pochi modelli proposti sono stati subissati da critiche, soprattutto da parte degli statistici. Insomma, evitiamo di banalizzare la scienza matematica (ed evito volutamente di introdurre l'argomento di come la matematica si possa piegare ad interessi economici, ovvero come si truccano i test in cieco), stiamo parlando di un piacevole hobby e di una passione sensoriale, non del nuovo inibitore della tirosin-kinasi a 25.000 € a flacone!
    Un essere umano adulto, maturo ahimè, come la stragrande maggioranza di noi, con esperienza d'ascolto pluridecennale, sarà pure in grado di avere sviluppato la capacità a decrittare quale sia la "migliore" (in base ai suoi parametri, ovviamente) tra due opzioni? Oppure dobbiamo continuare ad utilizzare, come base di qualsiasi discussione, l'assioma che ciascuno di noi è un integrale coglione in mano ai furfanti e che solo l'avvento della Verità del genio incompreso e misconoscito, vilipeso e deriso, ci salverà dai manigoldi?
    Io credo, anzi ne sono ormai fermamente convinto, che il vero problema risieda nella scarsa considerazione di se che gran parte degli appassionati di questo strano e psichiatrico hobby possiede, cosa che li induce a doversi cercare la propria coperta di Linus nella troppo sbandierata ( e oltremodo noiosa, IMHO) obiettività (misure o mitica prova in cieco) oppure correndo dietro al guru di turno ( te lo dico io cosa è buono per te, magari te lo misuro anche, come è ill caso del guru bisvalido) soluzioni che entrambe eliminano l'angoscia della scelta. In questo spazio, ormai da un buon numero di anni, ho creduto che fosse possibile operare perchè chi pensasse di volersi mettere in gioco solo in virtù delle proprie capacità personali, prescindendo da approfondite conoscenze tecniche, si potesse cimentare nell'opera di costruire con le proprie mani qualcosa, condividendo le esperienze con altri come lui e gioiendone insieme. Con qualcuno ci sono riuscito, lo so, con molti altri no, evidentemente. Condividere con gioia questa sciocca e banale attività, senza dover per forza citare "L'arte di ottener ragione" di Schopenhauer, sembra essere pressochè impossibile. Ne prendo atto con un po' di dolore, non posso negarlo.

  9. #79
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    Originariamente inviato da DacPassion
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    Dac, dai non scherziamo, please! Il confinamento inerziale è una cosa seria e sono certo che funziona sia per le elettroniche che per i diffusori ma non certo con 4 palline.
    L'obbiettivo di raggiungere una frequenza di risonanza è il primo obbiettivo ma non l'unico, per i diffusori poi occorrerebbe aggiungere qualche altra considerazione...
    Provare a caso porta a risultati e conclusioni fuorvianti se non controproducenti
    Alessandro

  10. #80
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    @ciquetto: disponibile ad effettuare qualunque prova "in cieco" appena qualche anima buona mi presenta un disegno della modalità dello studio, i limiti, il campione statistico necessario per raggiungere una significatività, insomma parla sapendo di cosa sta parlando. Forse è meglio ribadire che un test comparativo in cieco non significa ascoltare con la benda sugli occhi senza sapere cosa si ascolta ma dovrebbe essere effettuato con una minima base scientifica. A tutt'oggi i pochi modelli proposti sono stati subissati da critiche, soprattutto da parte degli statistici. Insomma, evitiamo di banalizzare la scienza matematica (ed evito volutamente di introdurre l'argomento di come la matematica si possa piegare ad interessi economici, ovvero come si truccano i test in cieco), stiamo parlando di un piacevole hobby e di una passione sensoriale, non del nuovo inibitore della tirosin-kinasi a 25.000 € a flacone!
    Un essere umano adulto, maturo ahimè, come la stragrande maggioranza di noi, con esperienza d'ascolto pluridecennale, sarà pure in grado di avere sviluppato la capacità a decrittare quale sia la "migliore" (in base ai suoi parametri, ovviamente) tra due opzioni? Oppure dobbiamo continuare ad utilizzare, come base di qualsiasi discussione, l'assioma che ciascuno di noi è un integrale coglione in mano ai furfanti e che solo l'avvento della Verità del genio incompreso e misconoscito, vilipeso e deriso, ci salverà dai manigoldi?
    Io credo, anzi ne sono ormai fermamente convinto, che il vero problema risieda nella scarsa considerazione di se che gran parte degli appassionati di questo strano e psichiatrico hobby possiede, cosa che li induce a doversi cercare la propria coperta di Linus nella troppo sbandierata ( e oltremodo noiosa, IMHO) obiettività (misure o mitica prova in cieco) oppure correndo dietro al guru di turno ( te lo dico io cosa è buono per te, magari te lo misuro anche, come è ill caso del guru bisvalido) soluzioni che entrambe eliminano l'angoscia della scelta. In questo spazio, ormai da un buon numero di anni, ho creduto che fosse possibile operare perchè chi pensasse di volersi mettere in gioco solo in virtù delle proprie capacità personali, prescindendo da approfondite conoscenze tecniche, si potesse cimentare nell'opera di costruire con le proprie mani qualcosa, condividendo le esperienze con altri come lui e gioiendone insieme. Con qualcuno ci sono riuscito, lo so, con molti altri no, evidentemente. Condividere con gioia questa sciocca e banale attività, senza dover per forza citare "L'arte di ottener ragione" di Schopenhauer, sembra essere pressochè impossibile. Ne prendo atto con un po' di dolore, non posso negarlo.
    Preso atto delle tue considerazioni mi permetto di osservare che ci sono dolori ben piu' significativi nella vita. Se ti procura dolore che qualcuno ,me compreso, cerchi di portare
    qualche contributo per promuovere l'autonomia di giudizio nell'operare delle scelte basate sul ragionamento e sull'approfondimento degli elementi che possono essere sotto il
    dominio di qualunque utente, allora non hai che da chiedere che ci si allontani dalla discussione. Personalmente ho sempre cercato di portare dei contributi anche pratici per
    chi potesse essere interessato alle mie esperienze. Non puoi pretendere che i discorsi debbano essere impostati necessariamente secondo i tuoi esclusivi desideri.
    In conclusione esco dalla discussione comunque cosi non arrechero' piu' fastidi.
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