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Consigli per un server

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  1. #141
    tebibyte
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    Originariamente inviato da UnixMan
    probabilmente è un problema legato ai driver del "framebuffer". Prova a disabilitarlo.

    Fai così: dalla schermata di GRUB all'avvio premi 'e' (edit), per modificare la riga di comando di avvio del kernel. Cancella "quiet" e "splash" ed aggiungi invece "nofb" e "nomodeset", dopo di che salva e prova a farlo partire così (premi "F10" o "b", vedi le istruzioni che appaiono sotto).

    Se funziona, una volta partito edita il file "/etc/default/grub" e modifica la riga "GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT", anche in quel caso sostituendo "quiet splash" con "nofb nomodeset". Dopo di che salva il file e fai girare il comando "update-grub", di modo che quelle opzioni vengano automaticamente inserite nel file di configurazione di grub e vengano utilizzate ai prossimi riavvii, senza bisogno di ulteriori interventi. Se riesci ad entrare via SSH, puoi anche farlo direttamente da li.
    Controlla anche se nel bios da qualche parte hai una opzione tipo Video dove puoi cambiare da UEFI a Legacy e viceversa



    Era capitata pure a me questa Cosa dello schermo nero...ho risolto con quelle impostazioni nel bios...
    Ultima modifica di antonellocaroli : 19-09-2016 a 13:11

  2. #142
    kibibyte
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    Allora.
    Ho FINALMENTE risolto la questione della reinstallazione.
    Ma procediamo con ordine.

    Originariamente inviato da UnixMan
    probabilmente è un problema legato ai driver del "framebuffer". Prova a disabilitarlo.

    Fai così: dalla schermata di GRUB all'avvio premi 'e' (edit), per modificare la riga di comando di avvio del kernel. Cancella "quiet" e "splash" ed aggiungi invece "nofb" e "nomodeset", dopo di che salva e prova a farlo partire così (premi "F10" o "b", vedi le istruzioni che appaiono sotto).

    Se funziona, una volta partito edita il file "/etc/default/grub" e modifica la riga "GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT", anche in quel caso sostituendo "quiet splash" con "nofb nomodeset". Dopo di che salva il file e fai girare il comando "update-grub", di modo che quelle opzioni vengano automaticamente inserite nel file di configurazione di grub e vengano utilizzate ai prossimi riavvii, senza bisogno di ulteriori interventi. Se riesci ad entrare via SSH, puoi anche farlo direttamente da li.
    Grazie per i tuoi preziosi consigli.
    Ho provato a fare come dici, ma non è servito.
    Preso dalla disperazione, ho fatto un ultimo tentativo.
    Dato che avevo usato Unetbootin per avviare l'installer da USB e dato che mi aveva segnalato che il tool non era raccomandato, sono andato a controllare la pagina di documentazione che avevo consultato. Frakka mi aveva fatto notare che quella pagina era relativa alla versione 14.04: effettivamente era così, anche se non era così evidente nella pagina. Io d'altronde l'ho trovata tramite Google e (colpevolmente!) non ho controllato a quale versione di Ubuntu si riferisse.
    Ho cercato allora la pagina relativa alla versione 16.04 ed il tool raccomandato per creare una chiavetta USB avviabile, partendo dalla ISO è Win32DiskImager, che già conoscevo.
    Ho creato la mia chiavetta avviabile con questo tool e... l'installazione è filata liscia al primo colpo senza nemmeno dover usare il tool Boot Repair!
    Maledetto Unetbootin!!!
    Adesso procedo con il settaggio del server, sperando di non incontrare altri problemi...

    Originariamente inviato da antonellocaroli
    Controlla anche se nel bios da qualche parte hai una opzione tipo Video dove puoi cambiare da UEFI a Legacy e viceversa



    Era capitata pure a me questa Cosa dello schermo nero...ho risolto con quelle impostazioni nel bios...
    Guarda: il bios del mio server HP è blindatissimo. Le voci che trovo quando lo apro sono davvero pochissime, nessuna di queste riguarda ad esempio la modalità di boot o altre voci di cui abbiamo parlato in questi giorni...
    Ho scoperto solo oggi pomeriggio che FORSE c'è un menu avanzato, ma il cui accesso NON è segnalato nella schermata principale. Non l'ho ancora provato, ma vi farò sapere.
    A differenza dell'altro micro-server dell'HP che possiedo, questo è proprio pensato per il mercato IT. Anche l'accesso ai driver e agli aggiornamenti è possibile SOLO tramite un contratto di assistenza a pagamento! Da questo punto di vista la scelta di questa macchina non è stata forse molto felice...

  3. #143
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    È un cambio di politica che HP ha introdotto quest'anno, mi pare... Anche a me non piace molto.
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    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  4. #144
    kibibyte
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    Ciao a tutti!
    Torno su questo thread perchè ho nuovi dubbi "linuxiani" che riguardano il mio ultimo server casalingo (il famigerato HP ML10 v2, per chi non si ricordasse le ultime pagine di questo thread).
    Era tempo che volevo aggiungere al mio sistema degli hard disk in raid: ho sempre rimandato per la mancanza di quattrini nell'acquisto degli HDD, ma la settimana scorsa finalmente mi sono deciso ed ho acquistato altri 2 dischi da 4Tb ed ho cominciato a documentarmi su come creare un raid 5 software con 3 dischi da 4tb (uno lo avevo già) nel mio sistema operativo che ricordo essere Ubuntu Server 16.04.

    Ho scoperto che non è banale installare Ubuntu su dei dischi in raid software (la wiki di Ubuntu ne parla qui), ma io non ho questi problemi, visto che il mio SO è su un piccolo disco SSD ed i dischi in raid mi servono solo per i dati (motivo per cui la pagina wiki di prima non l'ho guardata molto).

    Ho trovato diverse guide in rete per la creazione del raid con mdadm e tutte più o meno dicevano le stesse cose. Alla fine ho scelto di seguire questa, perchè mi sembrava esaustiva e specifica per la mia versione di Ubuntu.
    Dopo non so quanti giorni spesi per fare il backup dei dati sul disco da 4tb già in mio possesso, ieri sera verso ora di cena, montati i dischi nel pc, ho finalmente iniziato la procedura. Dato che la creazione dell'array (credo!) è quella che richiede molto tempo (credo ci abbia messo circa 7 ore), ho lasciato il server lavorare stanotte.

    Ma ieri sera, nel cercare una cosa inerente ad un altro raid che voglio mettere su nel mio secondo server (il microserver HP N54L), ho trovato questa guida (tratta dalla wiki ufficiale di Archilinux e che forse frakka conosce bene) che mi ha fatto venire un sacco di dubbi!!!
    Allora, prima di buttare sopra ai dischi una marea di dati, ho pensato di chiedere qui.

    1) Il primo dubbio riguarda la "preparazione" degli HDD. Io ho utilizzato 3 dischi Western Digital Red da 4tb, uno che ho acquistato un po' di tempo fa e gli altri due acquistati la settimana scorsa (ma da due store differenti). Gli ultimi due NON erano partizionati, ma il primo sì. La guida di Archilinux dice che per evitare problemi di sorta conviene sempre cancellare completamente i dischi, compresa la tabella delle partizioni, prima di utilizzarli, cosa che non ho fatto.
    Che problemi potrebbero insorgere?

    2) Il secondo punto "delicato" è quello che indica che, sempre prima di creare il raid, i dischi vanno partizionati, cosa che io non ho fatto. Copio e incollo dalla guida:
    La configurazione RAID varia in base ai diversi livelli di RAID. Se si sa che tipo di RAID si desidera e si è già impostato di conseguenza il proprio hardware, si può procedere con la formattazione dei dischi che si desidera inserire nell'array. E' anche possibile creare un'array RAID direttamente sui dischi grezzi (senza partizioni), ma non è raccomandato perché può causare problemi durante la sostituzione di un disco guasto.

    Quando si sostituisce un disco guasto di un array RAID , il nuovo disco deve essere esattamente della stessa dimensione del disco guasto o più grande - altrimenti il processo di ricreazione dell'array non funzionerà. Anche i dischi rigidi della stessa marca e modello possono avere delle piccole differenze di dimensioni. Lasciare un piccolo spazio alla fine del disco non allocato può compensare le differenze dimensionali tra le unità, il che rende facile la scelta di un modello di unità di sostituzione. Pertanto, è buona norma lasciare circa 100 MB di spazio non allocato alla fine del disco.
    Io non ho seguito nessuna di queste indicazioni: ho utilizzato di fatto i dischi "grezzi", non partizionati, e questa cosa che i dischi possono avere anche delle leggere differenze nelle dimensioni mi ha fatto davvero "cadere dalle nuvole".
    La cosa tra l'altro mi interessa particolarmente, non solo per il raid già creato, ma anche perchè nell'altro server vorrei crearne uno con 3 dischi Western Digital da 2Tb, ma 2 sono della serie Red ed un terzo è della serie Green.
    Mi dite se quanto sopra riportato è troppo "allarmistico" oppure se è meglio seguire quanto dice?

    3) Nel caso in cui debba ripartire da zero e seguire effettivamente la guida di Archilinux, ci sono MOLTI punti della guida che non mi sono per nulla chiari.
    Ma magari questi ve li elenco in base alle risposte che mi date alle prime domande...

    Qualcuno ha voglia e tempo di aiutarmi?
    Grazie mille!

  5. #145
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    Originariamente inviato da squonk
    Allora, prima di buttare sopra ai dischi una marea di dati, ho pensato di chiedere qui.
    Sempre una buona idea.

    Originariamente inviato da squonk
    1) Il primo dubbio riguarda la "preparazione" degli HDD. Io ho utilizzato 3 dischi Western Digital Red da 4tb, uno che ho acquistato un po' di tempo fa e gli altri due acquistati la settimana scorsa (ma da due store differenti). Gli ultimi due NON erano partizionati, ma il primo sì. La guida di Archilinux dice che per evitare problemi di sorta conviene sempre cancellare completamente i dischi, compresa la tabella delle partizioni, prima di utilizzarli, cosa che non ho fatto.
    Che problemi potrebbero insorgere?
    Nel caso il disco sia già stato utilizzato per un'array potrebbero essere presenti sul disco i metadati dell'array precedente. Questo potrebbe mandare in confusione mdadm nella fase di rebuild dell'array. Oppure potresti finire per utilizzare partizioni di dimensioni diverse (con i problemi di cui parleremo dopo), magari anche solo di pochi blocchi, invece clonando la tabella della partizioni tra un drive e l'altro sei sicuro di utilizzare partizioni identiche "al blocco".

    Originariamente inviato da squonk
    2) Il secondo punto "delicato" è quello che indica che, sempre prima di creare il raid, i dischi vanno partizionati, cosa che io non ho fatto. Copio e incollo dalla guida:

    Io non ho seguito nessuna di queste indicazioni: ho utilizzato di fatto i dischi "grezzi", non partizionati, e questa cosa che i dischi possono avere anche delle leggere differenze nelle dimensioni mi ha fatto davvero "cadere dalle nuvole".
    Purtroppo è vero ed è normale: I dischi spesso non sono perfettamente identici. Onestamente non ho mai utilizzato il RAID con i dischi grezzi, non saprei dirti se sia un bene o un male ma il problema della dimensione in effetti c'è ed è reale.

    Originariamente inviato da squonk
    La cosa tra l'altro mi interessa particolarmente, non solo per il raid già creato, ma anche perchè nell'altro server vorrei crearne uno con 3 dischi Western Digital da 2Tb, ma 2 sono della serie Red ed un terzo è della serie Green.
    Mi dite se quanto sopra riportato è troppo "allarmistico" oppure se è meglio seguire quanto dice?
    Il bello di mdadm è che il "RAID" può essere creato usando partizioni e non singoli drive... Puoi fare array composti da chiavette USB, SSD mischiati a dischi meccanici (fatto!), puoi avere sugli stessi dischi più volumi, magari uno in RAID0, uno in RAID 5 e l'altro in RAID1.... Per funzionare funziona, quanto poi sia opportuno farlo è un altro discorso.
    Il problema di usare i dischi grezzi e soprattutto, potenzialmente, di dimensioni diverse è reale quindi ti conviene valutarlo con attenzione: Intanto la capacità iniziale dell'array dovrebbe essere pari o multipla del disco più piccolo che costituisce l'array (quindi se uno dei dischi fosse più grande, ad esempio 3Tb invece che 2Tb) perderesti la possibilità di utilizzare quello spazio in più (invece usando le partizioni crei nel disco una partizione della dimensione che ti serve per il raid e un'altra partizione per il rimanente spazio, ovviamente fuori array). Se invece il disco che dovessi inserire nell'array fosse più piccolo degli altri potresti incorrere in corruzioni.

    Originariamente inviato da squonk
    3) Nel caso in cui debba ripartire da zero e seguire effettivamente la guida di Archilinux, ci sono MOLTI punti della guida che non mi sono per nulla chiari.
    Ma magari questi ve li elenco in base alle risposte che mi date alle prime domande...

    Qualcuno ha voglia e tempo di aiutarmi?
    Grazie mille!
    Spero di essere stato chiaro, altrimenti sono qui.
    Ti consiglio, prima di iniziare a mettere dati veri nell'array di prendere confidenza con le procedure di ripristino: Quando ti trovi a doverlo fare in pratica ti vengono sempre un milione di dubbi e basta veramente poco per brasare l'intero array invece che avviarlo (esperienza personale...).
    Fino a che l'array è vuoto fai dei test usando partizioni piccole, bastano 1 o 2 gb per testare le procedure, in modo che la procedura di ricostruzione sia veloce. Crea l'array, ferma l'array, riavvialo. Avvia il pc con un disco smontato, cancellalo (magari usando un altro pc) e prova a ri-aggiungerlo all'array per simulare un ripristino (oppure crea un'altra partizione e aggiungi quella).
    Spegni il pc, scambia i cavi sata tra i dischi, prova a riaccenderlo e vedi cosa succede.
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    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  6. #146
    kibibyte
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    Grazie davvero per la risposta: la tua disponibilità è una cosa rara ed è davvero preziosa.
    Riguardo a quanto mi consigli, cioè l'idea di fare delle prove, lo capisco molto bene. Il fatto è che il tempo a disposizione per farle è davvero risicatissimo (riesco a "trappolare" coi miei server solo nei ritagli di tempo, mentre per queste cose devi mettere in conto di avere a disposizione qualche ora...).
    Comunque farò come dici nei prossimi giorni (vediamo se la festa di Ognissanti aiuta).

    Rimangono però i dubbi che mi sa che devi aiutarmi a sciogliere già per le prove.

    1) Nella guida di Archlinux c'è un suggerimento:
    Tip: Utilizzare GParted per creare le partizioni e allinearle al cilindro, creerà l'allineamento ottimale del disco. Ciò può essere ottenuto utilizzando Gnome Partition Editor Live Media.
    Il primo dubbio che ho è che per il partizionamento nel mio caso non mi sembra sia necessario accedere ai dischi tramite una distro live, visto il SO si trova su un disco "altro", o mi sbaglio?
    Inoltre come si fa a "creare le partizioni e allinearle al cilindro" non ho idea di come si faccia...

    2) Quanto riporta la guida sul codice delle partizioni lo condividi? Copio e incollo:
    I due tipi di partizioni applicabili ai dispositivi RAID sono Non-FS data e Linux RAID auto. Si raccomanda l'uso di "Non-FS data", così il vostro array non sarà assemblato automaticamente durante l'avvio. Utilizzando "Linux RAID Auto" si può incorrere in problemi avviando un live-cd o attivando un array RAID degradato in un sistema diverso (nal peggiore dei casi, in presenza di altri array RAID degradati), dato che Linux cercherà di assemblare e sincronizzare l'array, e quindi potrebbe rendere i dati illeggibili nel caso assemblasse l'array in modo errato.
    A parte l'opportunità della scelta di un tipo di partizione rispetto ad un altro, cosa significa che l'array "non sarà assemblato automaticamente durante l'avvio"? Di quale avvio stiamo parlando? Del normale (ri)avvio di una macchina o in situazione particolari (tipo una nuova installazione)?
    Più avanti nella guida è riportato:
    Assemblare l'array al boot
    Se è stato selezionato "non-FS data" come codice della partizione, l'array non verrà assemblato automaticamente dopo l'avvio successivo. Per assemblare l'array immettere il seguente comando:
    codice:
    # mdadm --assemble --scan /dev/vostra_array --uuid=vostra_array_uuid
    o scriverlo in rc.local.
    Faresti proprio così?

    3) La parte della guida nel paragrafo "Copiare la tabella delle partizioni" mi è abbastanza oscuro. Può essere applicato pari-pari anche in Ubuntu?

    4) Nel costruire l'array il comando riportato nella guida mi è abbastanza famigliare, visto che l'ho già usato. I dubbi sono i seguenti:
    Lanciando il comando "lsblk" probabilmente avrò delle righe come questa:
    sda
    |-> sda1
    dove sda1 corrispondera ad una partizione creata in precedenza (nei dischi nuovi non avevo alcuna partizione e infatti tale riga non compariva).
    Quando si usa mdadm per creare l'array dovrò usare quindi le partizioni, non i dischi, giusto? Cioè il comando sarà simile a questo:
    codice:
     # mdadm --create --verbose /dev/md0 --level=5 --metadata=1.2 --chunk=256 --raid-devices=3 /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
    e non:
    codice:
     # mdadm --create --verbose /dev/md0 --level=5 --metadata=1.2 --chunk=256 --raid-devices=3 /dev/sda /dev/sdb /dev/sdc
    giusto? (nella guida questo non è molto chiaro)
    L'altra questione su cui non ho le idee chiaro è il valore consigliato per l'opzione chunk. Quando l'altra sera ho lanciato mdadm senza specificare tale opzione di default è stato settato il valore 512, ma ho visto suggerito da qualche parte anche 1024. Non ho idea in base a cosa si debba impostare tale valore...

    Proseguendo la guida lascia molti punti sul vago (è comprensibile per uno che sa come si effettuano le varie operazioni consigliate), ma io avrei bisogno di una guida passo-passo anche per le operazioni più semplici...

    So che rispondere a questa valanga di domande richiede un sacco di tempo: non preoccuparti se non hai il tempo e la voglia, lo capirei!

  7. #147
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    Originariamente inviato da squonk
    Grazie davvero per la risposta: la tua disponibilità è una cosa rara ed è davvero preziosa.
    Riguardo a quanto mi consigli, cioè l'idea di fare delle prove, lo capisco molto bene. Il fatto è che il tempo a disposizione per farle è davvero risicatissimo (riesco a "trappolare" coi miei server solo nei ritagli di tempo, mentre per queste cose devi mettere in conto di avere a disposizione qualche ora...).
    Comunque farò come dici nei prossimi giorni (vediamo se la festa di Ognissanti aiuta).
    Di niente, figurati.
    Per completare la carrellata dei consigli, in ambito home ho smesso di consigliare il RAID5 già da un po'...
    Nei sistemi aziendali, quando il controller supporta il RAID5 è sempre presente una memoria cache che funge da buffer verso lo storage e che è particolarmente importante quando si usano forme di stripe (quindi in RAID 0, 5 e 6). Inoltre questi sistemi "pro" hanno una gestione dei metadati del RAID che permette di staccare tutti i dischi mischiarli e reinserirli a c@zzo in un altro storage compatibile senza che vi siano conseguenze: mdadm, per quanto sia uno strumento più che valido, per quella che è la mia esperienza non garantisce questo livello di affidabilità e necessita quindi un po' di accortezze e dimestichezza.
    Insomma: Quando non sia ha tempo da perdere o non si vive di "pane e raid", personalmente ritengo sia meglio ripiegare sul RAID1... Non so se hai letto i post sui rischi del RAID5 nel forum di ubuntu linkato nella guida di Arch.

    Tornando a bomba:
    Originariamente inviato da squonk
    Rimangono però i dubbi che mi sa che devi aiutarmi a sciogliere già per le prove.

    1) Nella guida di Archlinux c'è un suggerimento:

    Il primo dubbio che ho è che per il partizionamento nel mio caso non mi sembra sia necessario accedere ai dischi tramite una distro live, visto il SO si trova su un disco "altro", o mi sbaglio?
    Inoltre come si fa a "creare le partizioni e allinearle al cilindro" non ho idea di come si faccia...
    Esatto, nel tuo caso lo puoi fare tranquillamente dal tuo sistema operativo.
    gparted (come la sua controparte da linea di comando "parted") allinea in automatico le partizioni (se parti da un disco vuoto) in fase di creazione quindi è sufficiente accettare i valori che ti propone in fase di partizionamento per l'inizio e la fine della partizione. La versione da cmdline ha poi una funzione che ti permette di verificare se una determinata partizione è allineata o meno.

    Originariamente inviato da squonk
    2) Quanto riporta la guida sul codice delle partizioni lo condividi? Copio e incollo:

    A parte l'opportunità della scelta di un tipo di partizione rispetto ad un altro, cosa significa che l'array "non sarà assemblato automaticamente durante l'avvio"? Di quale avvio stiamo parlando? Del normale (ri)avvio di una macchina o in situazione particolari (tipo una nuova installazione)?
    Del normale riavvio della macchina.
    Onestamente non avevo mai fatto caso a questa differenza, forse è di introduzione relativamente recente. Io sulle partizioni del mio serverino (RAID1) ho utilizzato il type "fd" che fdisk associa "Linux raid auto". In effetti tra i codici disponibili c'è anche un "da" che corrisponde a "Non-FS data", non lo avevo mai notato.
    Il consiglio è sensato, se si parla di un volume dati proprio nelle casistiche che riporta cioè quella del livecd o nel caso di avvio del volume spostato su una macchina diversa.
    Ma è un po' scomodo, dato che comporta di dover riavviare a mano l'array dopo un riavvio della macchina prima che questo doventi accessibile. Infatti suggeriscono poi un metodo per metterlo in "esecuzione automatica" all'avvio per facilitare le cose. E' assolutamente sensato ma è un caso piuttosto limite, credo...

    Originariamente inviato da squonk
    Più avanti nella guida è riportato:

    Faresti proprio così?
    Io ho usato "fd" e l'avvio automatico al boot senza incontrare grossi problemi. Ma non mi sono ancora trovato (in casa) a dover fare del grosso troubleshooting sull'array ne a doverlo movimentare su un'altra macchina.

    Originariamente inviato da squonk
    3) La parte della guida nel paragrafo "Copiare la tabella delle partizioni" mi è abbastanza oscuro. Può essere applicato pari-pari anche in Ubuntu?
    Se su ubuntu è presente il tool "sfdisk" sicuramente sì. Per verificarlo, puoi usare in un terminale il comando "which sfdisk" e se il tool è presente doverebbe restituirti il percorso in cui è installato. Ad esempio:

    # which sfdisk
    /usr/bin/sfdisk
    Se non c'è, dovresti poterlo installare con apt se è disponibile nei repo di ubuntu. Ma credo sia una versione di fdisk leggermente modificato, dovresti poter usare anche fdisk al suo posto senza particolari problemi.

    Originariamente inviato da squonk
    4) Nel costruire l'array il comando riportato nella guida mi è abbastanza famigliare, visto che l'ho già usato. I dubbi sono i seguenti:
    Lanciando il comando "lsblk" probabilmente avrò delle righe come questa:
    sda
    |-> sda1
    dove sda1 corrispondera ad una partizione creata in precedenza (nei dischi nuovi non avevo alcuna partizione e infatti tale riga non compariva).
    Quando si usa mdadm per creare l'array dovrò usare quindi le partizioni, non i dischi, giusto? Cioè il comando sarà simile a questo:
    codice:
     # mdadm --create --verbose /dev/md0 --level=5 --metadata=1.2 --chunk=256 --raid-devices=3 /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
    e non:
    codice:
     # mdadm --create --verbose /dev/md0 --level=5 --metadata=1.2 --chunk=256 --raid-devices=3 /dev/sda /dev/sdb /dev/sdc
    giusto? (nella guida questo non è molto chiaro)
    Giusto.

    Originariamente inviato da squonk
    L'altra questione su cui non ho le idee chiaro è il valore consigliato per l'opzione chunk. Quando l'altra sera ho lanciato mdadm senza specificare tale opzione di default è stato settato il valore 512, ma ho visto suggerito da qualche parte anche 1024. Non ho idea in base a cosa si debba impostare tale valore...
    Onestamente? Non ho mai capito come si calcola.
    Ci sono diverse guide in rete che spiegano come calcolarlo ma non mi è mai stato del tutto chiaro. Usando un RAID1 questo valore è meno importante (è importate soprattutto quando si usa in qualche modo lo stripe) quindi non me ne sono mai preoccupato più di tanto. Il RAID5 l'ho usato poche volte, non ricordo come mi sono comportato.

    Originariamente inviato da squonk
    Proseguendo la guida lascia molti punti sul vago (è comprensibile per uno che sa come si effettuano le varie operazioni consigliate), ma io avrei bisogno di una guida passo-passo anche per le operazioni più semplici...

    So che rispondere a questa valanga di domande richiede un sacco di tempo: non preoccuparti se non hai il tempo e la voglia, lo capirei!
    Sì, è vero. Inoltre Arch non è decisamente una distro per "beginners" (anche se dà dipendenza col tempo!) quindi, nonostante la documentazioni sia generalmente tra le migliori che mi è capitato di vedere, a volte danno per scontate diverse cose che costituiscono le basi senza le quali Arch non la prendi neppure a mano.
    Ma proprio per questo stesso motivo spesso la documentazione riporta anche il motivo alla base di alcune indicazioni che danno (tipo la scelta del partition type) e questo input (debitamente approfondito) permette di scegliere come agire al meglio nella propria configurazione, senza fornire bovinamente una soluzione da seguire "perchè si fa così".

    Per il tempo da impiegare è vero: E' impegnativo. Infatti rispondo poi quando posso, anche perchè a volte è necessario andarsi a (ri)vedere qualcosina prima di rispondere e non sempre c'è il tempo...
    Non c'è problema, se non potessimo o volessimo farlo non saremmo qui... L'importante è che anche tu pazienti un po'.



    Al di là del problema del chunk, mi pare che tu sia già abbastanza avanti con la preparazione
    Ultima modifica di frakka : 30-10-2017 a 01:04
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    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  8. #148
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    Un articolo che spiega come calcolare il Chucksize.

    Ora ricordo anche perchè non sapevo come calcolarlo... Sostanzialmente serve sapere la dimensione media dei file che andrai a scrivere su disco per poter calcolare un valore ideale. Questo valore, però, sarà ideale solo per i file che corrispondono a quelle dimensione non sarà troppo per i file più piccoli e troppo poco per quelli più grandi...

    Sostanzialmente, in ambito home, per un volume dati (quindi tipicamente files grossi) composto da tre dischi credo che sia appropriato anche utilizzare valori alti di chunk.
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    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  9. #149
    kibibyte
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    Originariamente inviato da frakka
    Per completare la carrellata dei consigli, in ambito home ho smesso di consigliare il RAID5 già da un po'...
    Nei sistemi aziendali, quando il controller supporta il RAID5 è sempre presente una memoria cache che funge da buffer verso lo storage e che è particolarmente importante quando si usano forme di stripe (quindi in RAID 0, 5 e 6). Inoltre questi sistemi "pro" hanno una gestione dei metadati del RAID che permette di staccare tutti i dischi mischiarli e reinserirli a c@zzo in un altro storage compatibile senza che vi siano conseguenze: mdadm, per quanto sia uno strumento più che valido, per quella che è la mia esperienza non garantisce questo livello di affidabilità e necessita quindi un po' di accortezze e dimestichezza.
    Insomma: Quando non sia ha tempo da perdere o non si vive di "pane e raid", personalmente ritengo sia meglio ripiegare sul RAID1... Non so se hai letto i post sui rischi del RAID5 nel forum di ubuntu linkato nella guida di Arch.
    Ok, con questo mi hai definitivamente demolito.
    Sono andato a leggermi il thread sul forum di Ubuntu che parla del raid 5 e tutte le mie "certezze" sono crollate in pochi secondi.
    Non ho letto anche gli articoli citati nel thread (per mancanza di tempo), ma a questo punto non so davvero come procedere.

    Provo a spiegare.
    Attualmente possiedo due serverini casalinghi che uso principalmente per gestire i file multimediali con vari dispositivi (TV, PC, telefonini, ...).
    I file multimediali (musica e video) si sa occupano molto spazio (soprattutto la musica, visto che ho qualche tera di materiale in formato lossless).
    Con l'aumentare dei dati conservati il problema non è tanto quello dello spazio da aggiungere, ma cosa succede nel caso che tali dati vengano persi.
    Le considerazioni, del tutto personali, sono le seguenti.
    Nessuno dei file audio e video è così importante da rendere "drammatica" la sua perdita: molte cose riesco a recuperarle abbastanza facilmente (cd, dvd, bluray originali, ...), ma il vero dramma sarebbe la mole di tempo che richiederebbe questo recupero. Parlo infatti di materiale accumulato nel corso di anni: forse ripescare la maggior parte delle cose mi richiederebbe meno tempo, ma comunque troppo.

    E' ovvio che la soluzione a questo problema è il backup, ma online purtroppo è ancora improponibile sia per i costi che per i tempi di upload.
    Avere un backup in casa richiede un costo per gli HDD: ogni volta che ne aggiungi uno dovresti comprarne un secondo per farti la copia del materiale che ci metterai.

    Allora uno pensa ad un RAID, non tanto per il guadagno nelle prestazioni in lettura, ma per la ridondanza: l'idea che se un disco si rompe, i dati possono ancora essere recuperati mi sembra la soluzione intermedia che fa per me. Un RAID5 mi permette di "sprecare" meno spazio che un backup completo e lo immagino come la via di mezzo fra il non avere un backup di nulla ed avere un backup completo su altri dischi (via di mezzo soprattutto in termini di sicurezza).

    Il consiglio che mi dai ed il thread che ho letto fanno irrimediabilmente crollare questo "castello".
    Se ho capito bene, con un raid 5 software sembra che sia quasi più facile corrompere l'array e dover buttare via tutti i dati, piuttosto che trovarsi con un disco rigido che si rompe...
    Ed io sto parlando di un array con potenzialmente 8Tb di dati (nel thread sul forum di Ubuntu hanno una visione "apocalittica" della cosa per 4Tb...).
    Forse comprando un controller hardware la cosa sarebbe meno "rischiosa", ma se non ho capito male i buoni controller costano (e se si rompono quelli, comunque il rischio di perdere tutti i dati credo tu lo abbia comunque, anche se gli HDD sono integri!).

    Il RAID 1 mi dà da fare per lo "spreco" di spazio, soprattutto in rapporto alla relativamente bassa importanza dei miei dati.
    Insomma, forse l'idea del RAID non era così buona come mi era sembrata...

  10. #150
    tebibyte L'avatar di UnixMan
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    Originariamente inviato da squonk
    [...] Insomma, forse l'idea del RAID non era così buona come mi era sembrata...
    non la farei così tragica... però in effetti per i tuoi scopi non so se/quanto convenga.

    Premesse:

    1) se vuoi garantire la protezione dei dati, il RAID non è (mai ed in nessun caso) una alternativa ad un sano backup;

    2) se tieni una copia di backup aggiornata, per le nostre applicazioni il RAID diventa superfluo.

    Il RAID 1 (mirroring) non lo prenderei neanche in considerazione: per le ns. applicazioni non ha proprio senso. Se devi raddoppiare il numero di HDD è molto più utile utilizzare quei dischi per il backup: normalmente li tieni spenti e scollegati e li colleghi solo quando serve (ad es. per mezzo di una interfaccia USB o eSATA) per tenere il backup aggiornato.

    Un RAID 5 (o meglio 6) può essere una opzione (comoda, ma molto meno sicura) se vuoi ridurre il numero di HDD impiegati rinunciando ad un backup. Ovviamente devi essere consapevole che così facendo non solo non ti proteggi da eventuali errori umani o problemi software (che possono portare alla cancellazione o corruzione accidentale dei dati "online") ma corri anche il rischio che, se qualcosa va veramente storto(*), puoi perdere completamente l'intero archivio in un colpo solo.

    (*) ad es. due HDD che "muoiono" contemporaneamente o uno dopo l'altro prima di aver completato la "ricostruzione" dell'array, un errore durante la ricostruzione, ecc.

    Vero che non si tratta di dati insostituibili ma, oltre ai costi, per mettere in piedi un archivio musicale ordinato ci si perde un mucchio di tempo... per cui perderlo sarebbe a dir poco piuttosto seccante.

    In definitiva IMHO è meglio usare uno o più dischi direttamente (e separatamente, senza RAID) e tenerne altrettanti offline su cui conservare una copia di backup dell'archivio.

    Oltretutto così facendo i dischi con la copia di backup possono tornarti utili anche come archivio "portatile", se/quando vuoi portarti appresso la tua musica in contesti diversi dal tuo impianto.

    My 2¢
    Ultima modifica di UnixMan : 31-10-2017 a 11:13
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    Ciao, Paolo.

    «Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»

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