Open Source Day 2014 – Red Hat symposium.

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  1. #1
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    Giovedì 6 Novembre si è tenuto a Roma, presso il Salone delle Fontane, l'ottava edizione italiana dell'Open Source Day organizzata da Red Hat con la partecipazione e presenza di 24 partner di primo piano nel panorama IT nazionale ed internazionale.
    L'edizione di quest'anno ha avuto come filo conduttore trainante il Cloud Computing nelle sue varie declinazioni (IaaS, PaaS) e l'IoT (Internet of Things), passando attraverso le piattaforme nate per supportarli come OpenStack (di cui Red Hat è il principale contributore) e OpenShift.

    Già l'edizione precedente aveva dato un ottimo riscontro di partecipazione ma l'edizione di quest'anno aveva le carte in regola per essere una nuova edizione dei record: Red Hat ha dichiarato, nel corso del discorso di apertura, di aver ricevuto circa 3000 richieste di partecipazione per l'edizione di quest'anno con una presenza in sala al momento dell'inizio del convegno di circa 1000 persone, nonostante l'allerta meteo che era stata emessa sulla città per la giornata.

    L'agenda della giornata prevedeva una sessione plenaria mattutina e delle sessioni parallele su diverse tematiche nel pomeriggio.
    Gli argomenti sono stati trattati principalmente sotto un aspetto commerciale, l'esposizione si è rivolta principalmente ai partner del canale di distribuzione ed ai loro dirigenti tralasciando l'aspetto tecnico delle soluzioni proposte. Aspetto positivo, almeno a giudicare dai nomi delle aziende sui cartellini, è stata la massiccia la partecipazione di appartenenti alla pubblica amministrazione:Ho potuto vedere molti rappresentanti di Ministeri, Enti e Società della Pubblica Amministrazione.

    Ha aperto la sessione mattutina, dopo il benvenuto dei rappresentanti di Red Hat, un rapido ma molto interessante intervento dell'avvocato Carlo Piana sull'adozione dell'Open Source nella Pubblica Amministrazione, alla luce di quanto previsto dal Codice dell'Amministrazione Digitale ed in particolare dall'Articolo 68 recentemente riformato.

    E' seguita poi una tavola rotonda tenuta da diversi partner internazionali di Red Hat che ha avuto tra i principali argomenti l'IoT e la enorme mole di dati che questo nuovo aspetto del web andrà a generare, con la conseguente necessità da parte delle aziende di elaborarla e di come l'Open Source ed il cloud computing possono aiutare le aziende ad affrontare questa e le prossime sfide dell'IT.


    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  2. #2
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    C'è però un aspetto di come sono state intavolate le discussioni che mi ha alquanto infastidito, in qualità di operatore IT. Nei vari interventi si è spesso affermato che l'IT “legacy” (quindi quello che non è “Cloud” e “programmazione agile”) costituisce un freno per l'evoluzione del business aziendale e che l'IT deve riprendersi una posizione a fianco del Business per poter tornare ad essere propositivo e pro-attivo invece che semplicemente (poco) reattivo nei confronti degli sviluppi delle necessità aziendali.
    L'impressione che ho avuto è stata quella che si accusasse neppure troppo velatamente gli operatori ed i dirigenti tecnici dei reparti IT di immobilismo e di non volersi adeguare ai cambiamenti in corso, senza neppure celare riferimenti ad una supposta pigrizia.
    Capisco che la platea fosse costituita per lo più da dirigenti e amministratori ma che non si sia mai accennato al fatto che non sono gli operatori che devono prevedere a bilancio quanto necessario per l'adeguamento delle infrastrutture e la formazione del personale mi è sembrato quantomeno ingiusto...
    Concordo assolutamente sul fatto che le modalità di sviluppo ed implementazione di nuove applicazioni siano incompatibili con quello che è stato definito “IT legacy” e che un passaggio verso tecnologie “cloud oriented” possano venire incontro a queste necessità ma una evoluzione così radicale nei paradigmi alla base della filosofie di gestione dei datacenter richiede formazione continua, adeguamenti di infrastruttura (anche se questa è forse la parte meno problematica se il datacenter non è troppo antico), adeguamenti delle applicazioni e soprattutto training del personale. Questo aspetto è stato perlomeno accennato nel corso della presentazione dei casi di successo che hanno chiuso la sessione mattutina, in cui sono stati presentati progetti estremamente interessanti di implementazione di soluzioni Open Source e cloud-oriented presso tre grandi realtà: Ferrovie dello Stato, Intesa Sanpaolo Assicura e INAIL. In particolare quest'ultimo si appresta a divenire il principale fornitore di servizi IT (anche cloud-oriented) degli enti della Pubblica Amministrazione e ha avviato un interessantissimo programma di rinnovamento infrastrutturale, il cui avvio era stato presentato già nel corso dell'OSD dell'anno passato e di cui quest'anno sono state presentate le evoluzioni e prospettati i successivi sviluppi.
    Anche il progetto presentato da Intesa Sanpaolo Assicura ha mostrato come l'implementazione di tecnologie cloud possa venire incontro alle richieste di flessibilità ed elasticità del business, intese proprio come capacità dell'IT di espandersi e contrarsi ad un costo contenuto ed in tempi accettabili per sostenerne le richieste.

    Dopo la pausa per il pranzo, il convegno è proseguito con la sessione pomeridiana, suddivisa in canali paralleli ognuno con una proria tematica guida: “Platform / Linux”, “Middleware / IoT / SOA”, “Big Data / Collaboration”, “Cloud / Virtualization” e due sessioni tecniche orientate però verso gli sviluppatori “DevOps / PaaS Openshift” e “IoT - JBoss Fuse”.
    Personalmente ho seguito gli interventi nel canale “Cloud / Virtualization” ma mi è veramente dispiaciuto non poter essere ubiquo perché avrei voluto seguirle quasi tutte... A breve dovrebbero comunque essere disponibili sul sito di Red Hat i video delle varie sessioni quindi vedrò di fare una full-immersion per recuperare quello che mi sono perso.
    Ultima modifica di frakka : 09-11-2014 a 01:14


    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  3. #3
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