Distribuzioni GNU/Linux, 2011

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    Predefinito Distribuzioni GNU/Linux, 2011

    Ad oggi Linux viene ampiamente utilizzato sui server e ha una nicchia anche su sistemi laptop/desktop. Volevo fare un ragionamento su questi ultimi.

    Siamo nel 2011, dove tutto viene presentato come magico: basti pensare al 90% della popolazione che si prende computer preassemblati senza sapere cosa ci sia dentro, a parte "strani" numeri e sigle delle varie schede grafiche e processori (molte volte delle vere e proprie porcate), come tutti sappiano usare un browser, ma la maggior parte delle persone non sa cosa sia una porta, un server o un client.

    Ebbene, io fortunatamente non faccio parte di quella grande fetta di analfabeti informatici e spesso mi sento in dovere di spiegare come le cose funzionino per marginare l'effetto "digital divide".

    MA... ci sono distribuzioni, come Slackware, che si ostinano a lasciare l'utente a fare le cose a linea di comando, come l'installazione, oppure limitano l'automatizzazione al minimo. Ecco, secondo me questo è sbagliato, in più punti. Dall'altra parte esistono distribuzioni come Ubuntu, le quali, se si ha un minimo di fortuna, partono senza problemi di sorta, ma anche qui siamo agli estremi grafici (e non solo) e quindi nel "male".

    Da una parte il minimalismo viene visto sia come pro che come contro: pro perché il sistema operativo può essere ottimizzato come meglio si crede (se si conosce la propria macchina e si sa / si ha il tempo di configurarla, pezzo per pezzo), contro perché di automatizzazione ha solo init (il quale deve essere configurato). Dall'altra il sistema parte in 30 minuti scarsi, ma è oberato da mille mila programmi ed utility che l'utente finale non andrà mai ad utilizzare o, peggio ancora, che il computer stesso non andrà mai ad utilizzare.

    Quindi sono arrivato alla conclusione che, secondo me, ci sono fin troppe distribuzioni GNU/Linux, ma nessuna di queste riesce ad accomunare la community che gira intorno a questo sistema operativo il quale, in fin dei conti, è sempre lo stesso.



    Ora la mia idea di sistema operativo ideale, per le macchine di oggi giorno, senza andare a rivangare gli Intel Pentium III o precedenti, sarebbe:

    • Un kernel "ad ampio spettro" (tutti i driver, evvai!) per far partire l'OS su qualsiasi configurazione
    • Sistema grafico ridotto all'osso (package manager, browser, editor di testo, terminale, strumenti di amministrazione, personalizzazione e monitoraggio)
    • Una serie di meta-pacchetti pronti da esser installati e messi in risalto da qualche parte (come suite office, scelta del browser, multimedia etc), così da installare "on the go" il software che più interessa l'utente (orientato all'ufficio piuttosto che all'entertainment, multimedia, audio/video editing etc)
    • Una serie di guide per gli utenti più esperti per la personalizzazione del sistema, quale kernel, configurazione dei demoni etc.


    E specialmente trovare un accordo tra le varie distro su dove diavolo installare i file e come caspita impacchettare i file d'installazione, come Dio comanda!

    Diciamo che Ubuntu potrebbe essere un buon punto di partenza per la sua immediatezza, la documentazione di Gentoo ottima per la ricompilazione di kernel e software. Gli sviluppatori delle distribuzioni non dovrebbero solo pensare ad un sistema "bello per loro", ma dare gli strumenti, incentivare l'ottimizzazione, perché il software libero lo permette.

    Il kernel dovrebbe essere la prima cosa ad esser ricompilato, ottimizzato e quindi eliminando tutti i moduli inutili ed eventualmente aggiungendo quelli necessari. Questo darebbe già un margine di qualità superiore. Poi toccherebbe ai software, ma non tutti (è inutile ricompilare gEdit -.-), ma quelli che vengono utilizzati più spesso.

    Cosa ne pensate?

  2. #2
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    Originariamente inviato da elegos
    Ad oggi Linux viene ampiamente utilizzato sui server e ha una nicchia anche su sistemi laptop/desktop. Volevo fare un ragionamento su questi ultimi.

    Siamo nel 2011, dove tutto viene presentato come magico: basti pensare al 90% della popolazione che si prende computer preassemblati senza sapere cosa ci sia dentro, a parte "strani" numeri e sigle delle varie schede grafiche e processori (molte volte delle vere e proprie porcate), come tutti sappiano usare un browser, ma la maggior parte delle persone non sa cosa sia una porta, un server o un client.
    Il problema non e' di natura tecnica o di sviluppo della stessa...
    Lavoro in universita', Statale di Milano, posso dirti che qui la situazione e' quasi drammatica. Luogo dove la cultura, la tecnologia e tutto il resto , dovrebbero essere veicolati ai massimi livelli.
    Il 90% di cui tu parli non solo non conosce la componentistica interna di un pc ma non sa nemmeno come funziona una lampadina (e con buona probabilita' , ha difficolta' nel cambiarla - se solo ricoperta da una plafoniera). Per questa gente, non c'e' quasi soluzione effettiva. Per colui che vuole uscire dalla caverna platonica per vedere quale sia la vita vera, la soluzione e' gia' data. Basta un po' di sbattimento.
    Per i restanti pigroni incalliti, purtroppo il problema e' a monte, l'Educazione.
    Un adulto che si genuflette con il mitra in mano per 40 anni della propria esistenza difficilmente fara' altro da quello. Al massimo fara' solo molto peggio.
    L'essere umano e' un contenitore, se ci metti monnezza diventera' monnezza (salvo rarissimi casi).
    Come tutto il nostro sitema sanitario che e' incentrato sulla cura, e non come dovrebbe intelligentemente essere invece, sulla prevenzione , anche a livello informatico sarebbe necessario intervenire prima appunto nella formazione dell'individuo.
    In questo modo si eviterebbero monopoli meramente commerciali quali windoz e compagnia bella.
    Ma agire su scala mondiale o anche solo estesa e' ora come ora, davvero difficile.
    Sto convincendo il preside del mio ex liceo a non affidarsi a partnership con la microsoft, e' probabile che ci riusciro' , ma e' un caso isolato.
    Questo e' detto il secolo di facebook? Boia..andiamo bene....
    Pensa solo all'ECDL , ti OBBLIGANO, se vuoi laurearti a dare quest'esame , dove vieni educato ad usare prodotti di billzoz. Non un word processor qualsiasi, il word di microzoz. Allucinanate. Questa' e' una imposizione culturale e non solo.
    La distribuzione e' di fatto un software,ed anche se usato ed elaborato non puo' cambiare cio' che sta prima di lui. Troppo complesso.

    Ebbene, io fortunatamente non faccio parte di quella grande fetta di analfabeti informatici e spesso mi sento in dovere di spiegare come le cose funzionino per marginare l'effetto "digital divide".
    Immagino a grandi linee la tua formazione ed il tuo animo

    MA... ci sono distribuzioni, come Slackware, che si ostinano a lasciare l'utente a fare le cose a linea di comando, come l'installazione, oppure limitano l'automatizzazione al minimo. Ecco, secondo me questo è sbagliato, in più punti. Dall'altra parte esistono distribuzioni come Ubuntu, le quali, se si ha un minimo di fortuna, partono senza problemi di sorta, ma anche qui siamo agli estremi grafici (e non solo) e quindi nel "male".

    Da una parte il minimalismo viene visto sia come pro che come contro: pro perché il sistema operativo può essere ottimizzato come meglio si crede (se si conosce la propria macchina e si sa / si ha il tempo di configurarla, pezzo per pezzo), contro perché di automatizzazione ha solo init (il quale deve essere configurato). Dall'altra il sistema parte in 30 minuti scarsi, ma è oberato da mille mila programmi ed utility che l'utente finale non andrà mai ad utilizzare o, peggio ancora, che il computer stesso non andrà mai ad utilizzare.

    Quindi sono arrivato alla conclusione che, secondo me, ci sono fin troppe distribuzioni GNU/Linux, ma nessuna di queste riesce ad accomunare la community che gira intorno a questo sistema operativo il quale, in fin dei conti, è sempre lo stesso.



    Ora la mia idea di sistema operativo ideale, per le macchine di oggi giorno, senza andare a rivangare gli Intel Pentium III o precedenti, sarebbe:

    • Un kernel "ad ampio spettro" (tutti i driver, evvai!) per far partire l'OS su qualsiasi configurazione
    • Sistema grafico ridotto all'osso (package manager, browser, editor di testo, terminale, strumenti di amministrazione, personalizzazione e monitoraggio)
    • Una serie di meta-pacchetti pronti da esser installati e messi in risalto da qualche parte (come suite office, scelta del browser, multimedia etc), così da installare "on the go" il software che più interessa l'utente (orientato all'ufficio piuttosto che all'entertainment, multimedia, audio/video editing etc)
    • Una serie di guide per gli utenti più esperti per la personalizzazione del sistema, quale kernel, configurazione dei demoni etc.


    E specialmente trovare un accordo tra le varie distro su dove diavolo installare i file e come caspita impacchettare i file d'installazione, come Dio comanda!

    Diciamo che Ubuntu potrebbe essere un buon punto di partenza per la sua immediatezza, la documentazione di Gentoo ottima per la ricompilazione di kernel e software. Gli sviluppatori delle distribuzioni non dovrebbero solo pensare ad un sistema "bello per loro", ma dare gli strumenti, incentivare l'ottimizzazione, perché il software libero lo permette.

    Il kernel dovrebbe essere la prima cosa ad esser ricompilato, ottimizzato e quindi eliminando tutti i moduli inutili ed eventualmente aggiungendo quelli necessari. Questo darebbe già un margine di qualità superiore. Poi toccherebbe ai software, ma non tutti (è inutile ricompilare gEdit -.-), ma quelli che vengono utilizzati più spesso.

    Cosa ne pensate?
    Riguardo il discorso pacchetti e loro gestione (non e' recentissimo ma tanto i tempi sono biblici come al solito):
    Un gestore di pacchetti universale per Linux? | pollycoke

    Per la distribuzione: a grandi linee gia' fanno quello che desideri, ce ne e' per tutti i gusti "isolati", basta solo un po' di impegno , ed e' quello che normalmente la gente non vuole usare, tu non puoi fornirglielo. Dovrebbero essere motivati in modo profondo , prima dello scontro con i software, altrimenti si rischia la galvanizzazione che dura giusto l'attimo della mera novita', o poco oltre.
    Sai a quanta gente ho configurato pc con linux, in modo assai accattivante, che nulla avevano da invidiare a windoz che poi alla fine son tornati in dietro?
    Tutta la "menata" della formazione che citavo sopra non e' un'invezione di mio pugno, e' proprio come funziona fisiologicamente il nostro cervello, sinapsi e rami nervosi che terminano di funzionare perche' inutilizzati , fortificando invece percorsi gia' collaudati e d'uso quotidiano. (e' il tipico fenomeno di coloro che faticano ad apprendere cose nuove - vs - altrimenti detti i bambini : spugne, ecc ecc)

    Mi fa piacere vedere che ci sia qualche animo vispo

    ps: l'hardware di questa generazione e di quelle future saranno cosi' esagerati che potrai mantenere attivi 500 processi senza nemmeno accorgertene...(basta un SSD e un procio decente)
    C'e' un prof da me, (brava persona), che si ostina ad usare un p3 con 64mb di ram, quando non sa quasi nemmeno accenderlo. Dovrebbero insegnare sin dall'asilo molte cose intelligenti, ma per far questo ci vorrebbero maestri e maestre intelligenti...e' MOLTO dura.
    Amen.
    Ultima modifica di giostark : 04-04-2011 a 23:02

  3. #3
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    Originariamente inviato da elegos
    Siamo nel 2011, dove tutto viene presentato come magico: basti pensare al 90% della popolazione che si prende computer preassemblati senza sapere cosa ci sia dentro, a parte "strani" numeri e sigle delle varie schede grafiche e processori (molte volte delle vere e proprie porcate), come tutti sappiano usare un browser, ma la maggior parte delle persone non sa cosa sia una porta, un server o un client.
    Tutto viene presentato come magico perchè molte gente preferirebbe accettare un sistema che lavora e pensa al suo posto e che decida cosa può fare o vedere piuttosto che fare lo sforzo di capire come il sistema funziona e come fargli fare quello che gli si chiede...

    Originariamente inviato da elegos
    MA... ci sono distribuzioni, come Slackware, che si ostinano a lasciare l'utente a fare le cose a linea di comando, come l'installazione, oppure limitano l'automatizzazione al minimo. Ecco, secondo me questo è sbagliato, in più punti. Dall'altra parte esistono distribuzioni come Ubuntu, le quali, se si ha un minimo di fortuna, partono senza problemi di sorta, ma anche qui siamo agli estremi grafici (e non solo) e quindi nel "male".

    Da una parte il minimalismo viene visto sia come pro che come contro: pro perché il sistema operativo può essere ottimizzato come meglio si crede (se si conosce la propria macchina e si sa / si ha il tempo di configurarla, pezzo per pezzo), contro perché di automatizzazione ha solo init (il quale deve essere configurato). Dall'altra il sistema parte in 30 minuti scarsi, ma è oberato da mille mila programmi ed utility che l'utente finale non andrà mai ad utilizzare o, peggio ancora, che il computer stesso non andrà mai ad utilizzare.

    Quindi sono arrivato alla conclusione che, secondo me, ci sono fin troppe distribuzioni GNU/Linux, ma nessuna di queste riesce ad accomunare la community che gira intorno a questo sistema operativo il quale, in fin dei conti, è sempre lo stesso.
    Chi installa una slackware, Arch, gentoo o altre distro "esoteriche" sà benissimo a cosa va incontro. E gli sviluppatori forniscono ai propri utenti esattamente quello che gli utenti chiedono.
    D'altra parte oggigiorno chi si installa una Ubuntu probabilmente non sà quello a cui va incontro perchè probabilmente si avvicina a Linux per la prima volta e non conosce la differenza tra Ubuntu e Gentoo... E gli sviluppatori di Ubuntu lavorano per garantire ai loro utenti un sistema semplice che siano in grado di utilizzare. Quindi: gli sviluppatori forniscono ai propri utenti esattamente quello che gli utenti chiedono.

    Originariamente inviato da elegos
    E specialmente trovare un accordo tra le varie distro su dove diavolo installare i file e come caspita impacchettare i file d'installazione, come Dio comanda!
    E allora che senso avrebbero tante distribuzioni diverse? Risposta: Nessuno! E come ragionamento non è del tutto sbagliato. Ma c'è un problema di fondo: La maggior parte di chi contribuisce al mondo linuxi n generale non sono programmatori pagati da un software house per sviluppare 8 ore al giorno quello che un "project manager" decide che deve essere sviluppato.
    La maggior parte dei contributi alla community arriva da gente che lo fà come passatempo, perchè una modifica ad un programma gli serve o semplicemente perchè ha voglia di farlo. Chi ci garantisce che le stesse persone avrebbero la stessa voglia di lavorare gratis per un progetto che magari non gli piace come viene implementato, non trovano accattivante l'interfaccia o di cui semplicemente gli stà sulle balle la filosofia con cui sviluppa un altro programmatore?

    Originariamente inviato da elegos
    Diciamo che Ubuntu potrebbe essere un buon punto di partenza per la sua immediatezza, la documentazione di Gentoo ottima per la ricompilazione di kernel e software. Gli sviluppatori delle distribuzioni non dovrebbero solo pensare ad un sistema "bello per loro", ma dare gli strumenti, incentivare l'ottimizzazione, perché il software libero lo permette.

    Il kernel dovrebbe essere la prima cosa ad esser ricompilato, ottimizzato e quindi eliminando tutti i moduli inutili ed eventualmente aggiungendo quelli necessari. Questo darebbe già un margine di qualità superiore. Poi toccherebbe ai software, ma non tutti (è inutile ricompilare gEdit -.-), ma quelli che vengono utilizzati più spesso.

    Cosa ne pensate?
    Io ho abbandonato Ubuntu proprio quando è diventato così immediato (direi quasi "guidato"), non mi piaceva più. Gli sviluppatori, come dicevo prima, lavorano spesso gratis per qualcosa che piace/serve a loro e decidono liberamente di condividere con altri il frutto del loro lavoro. Non puoi imporre ad un volontario di lavorare ad un progetto che non vuole seguire... Gli strumenti per ottimizzare ci sono, il problema non è il sistema ma l'utente.
    La massa non ha voglia di studiare, imparare come funziona un sistema: Apple vive ed esiste ancora perchè fornisce un ecosistema fortemente integrato (inteso come insieme di iPhone, iPad, desktop e notebook) che permette anche ad un capra informatica un certo livello di usabilità anzi, un livello di usabilità molto elevato anche senza che l'utente abbia la minima idea di cosa stà facendo. E se qualcosa non funziona in una rete mista non è mai colpa del Mac ma del resto del mondo!
    Se da una parte un così elevato livello di trasparenza nell'uso sarebbe auspicabile perchè rende la vita di tutti i giorni molto comoda, hai mai provato a fare il restore su una macchina che non sia dotata di MacOS di una directory contenente una settimana di lavoro di un grafico medio? Percorsi composti da centinaia di caratteri ripetuti, decine di sottolivelli di directory, nomi file e directory con spazi e punteggiature di tutti i tipi e senza uno straccio di estensione per capire che accidenti hai a mano...


    Rientrando in tema... Il mondo linux così come è ora è un mondo vario, che permette a chi vi si avvicina con sincero interesse di trovare l'ambiente che gli è congeniale, al prezzo di una diluizione delle risorse disponibili e impiegabili nello sviluppo e miglioramento del sistema, dell'usabilità e delle applicazioni. Unificare il mondo Linux sotto un'unica bandiera non porterebbe necessariamente un miglioramento anzi, portando all'estremo credo che potrebbe addirittura decretarne la fine.


    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  4. #4
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    Beh, sono concorde con te nel fatto che Ubuntu è fin troppo guidato e che quindi, se vai ad esempio sul forum ubuntu-it, ti trovi domande che ti lasciano con gli occhi sgranati (del tipo: ho installato PlayOnLinux e da lì Crysis 2, ma non parte, PERKEEEEE????!!!!?!?oneoneone). D'altra parte non condivido il pensiero a proposito del libero sviluppo, ci dev'essere un equivoco (ed in ogni caso amatoriale o meno, lavorare di squadra è molto più efficace che lavorare da soli!).

    Come probabilmente saprete i programmi hanno bisogno di una serie di path per ricercare le librerie necessarie e per installarsi. Già per le librerire la path non è la stessa per tutte le distribuzioni, ma a te come sviluppatore di programmi cosa cambia? E come sviluppatore di librerie? NULLA! Un parametro in fase di configurazione (se hai fatto il programma in modo da accettarlo come parametro)! Non vuol dire cambiare i sorgenti, tanto che le varie distro compilano con le path di "loro gradimento". Se avessero tutti un'unica path, i programmi potrebbero essere distribuiti non in package, ma in semplici script da eseguire in kernel mode (SU). Che senso ha trovare in 5 distribuzioni 5 posizioni differenti dei file di configurazione di Apache? È inutile!

    Parliamo ora del kernel: il team di Ubuntu cerca di renderlo il più compatibile possibile con le macchine in commercio o precedenti, questo lo rende un kernel modulare ENORME! Ma cos'ha di male questo kernel e la sua sfilza di moduli? Niente di male! L'utente medio lo lascia così, l'utente esperto se lo compila, ma nel frattempo può far altro (cosa invece che non puoi fare se stai compilando, ad esempio, una Gentoo), quindi mi spieghi dove sia la parte sbagliata di tutto questo? Ciò che manca in Ubuntu è una documentazione seria (non come questa, dove dicono solo "attiva questo e quell'altro per evitare 'brutte cose'").

    Certo poi se andiamo a parlare della quantità di demoni installati su una Ubuntu piuttosto che su una Slackware ti dò ragione, la prima ne installa una quantità industriale, ma anche lì, se Ubuntu avesse maggior controllo sul software installato dove starebbe il problema? Se decidi di disinstallare per dire un programma stupido come Evolution ti fa disinstallare mezzo GNOME! L'utente medio se li tiene, l'utente esperto se li dovrebbe scegliere e/o riconfigurare. Di nuovo, avere un sistema immediato, secondo me, è meglio rispetto ad avere un sistema tutto da configurare, prima di utilizzare. Un po' come dire eseguire un overclock a priori... (a parte che è impossibile) bisogna provare e riprovare per avere un rock solid, no?

    P.S.
    Per i file in OSX, basta avviare uno script bash che legga i header dei file :P

  5. #5
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    Per i file in OSX, basta avviare uno script bash che legga i header dei file :P
    Per questo, se mi mandi un pvt con il riferimento, mi fai un favore!

    Per il resto...
    Probabilmente per il discorso dei path hai ragione. Ricordo che tempo fà un lavoro in tal senso fu avviato ma poi che fine ha fatto? E per quale motivo? Semplice campanilismo? Non credo.

    Lo scenario che descrivi tu io non lo vedo così diverso dalla situazione attuale. Chi vuole smanettare si sceglie una distro da montare, chi invece vuole un desktop subito usabile con pochi sbattimenti si prende la distro "playmobil".
    Quello che chiedi lo immagino come una distro che al boot ti chiede se vuoi un sistema pronto e finito oppure se te lo vuoi montare da solo. Non che ci sia nulla di male però... Boh...


    Questa è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Ognuno capì che Nessuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

  6. #6
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    Non esattamente: vorrei una Ubuntu, ma personalizzabile "under the hood" fino al midollo, una Ubuntu che ti dice come ricompilare, che ti dice quali servizi ha messo per te e quindi decidere. Quello che dici tu invece sembra più uno switch del genere "cosa vuoi installare? Ubuntu o Slackware?" :P

    Per lo script bash... ti fai un ciclo ricorsivo in bash che esegue un programma che, se non esiste, è di facile implementazione, ossia tutti i file hanno un determinato spazio, chiamato header, che dice cosa sia (in primis) e poi una serie di informazioni relative al formato. Se vai a leggerti le specifiche dei principali formati puoi quindi far leggere il file dal programma e tramite dei matching capire che tipo di file sia.

  7. #7
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    Originariamente inviato da frakka
    Per questo, se mi mandi un pvt con il riferimento, mi fai un favore!

    Per il resto...
    Probabilmente per il discorso dei path hai ragione. Ricordo che tempo fà un lavoro in tal senso fu avviato ma poi che fine ha fatto? E per quale motivo? Semplice campanilismo? Non credo.
    Si chiama Linux Standard Base, è già esistente e tutte le distribuzioni, bene o male, lo supportano.

    Originariamente inviato da elegos
    Come probabilmente saprete i programmi hanno bisogno di una serie di path per ricercare le librerie necessarie e per installarsi. Già per le librerire la path non è la stessa per tutte le distribuzioni, ma a te come sviluppatore di programmi cosa cambia? E come sviluppatore di librerie? NULLA! Un parametro in fase di configurazione (se hai fatto il programma in modo da accettarlo come parametro)! Non vuol dire cambiare i sorgenti, tanto che le varie distro compilano con le path di "loro gradimento". Se avessero tutti un'unica path, i programmi potrebbero essere distribuiti non in package, ma in semplici script da eseguire in kernel mode (SU). Che senso ha trovare in 5 distribuzioni 5 posizioni differenti dei file di configurazione di Apache? È inutile!
    Elegos, purtroppo da sviluppatore "basso livello" linux devo dire che la cosa delle librerie non è così semplice!
    I problemi non sono dati dai path, ma dalle versioni delle librerie. I path delle librerie sui vari sistemi sono (quasi sempre) gli stessi. Il problema di linux e dell'open source in generale è che si parla di un mondo in continua evoluzione. I programmi base del s.o. (e le librerie, di conseguenza) non cambiano ogni 3-4 anni come sotto windows, ma continuamente. Ogni mese vengono modificate centinaia di librerie, e spesso capita che le nuove versioni non siano "compatibili" con le precedenti.

    Anche se la compatibilità viene mantenuta a livello di codice sorgente, i file compilati possono differire sensibilmente in base alla versione della libreria e del compilatore utilizzato. Il risultato è che un programma compilato su una certa distribuzione (con un certo compilatore e linkato a certe librerie) spostato su un'altra spesso non funziona anche se le stesse librerie sono installate nello stesso path.

    My two cents: opensource è bello, ma crea troppa frammentazione. Lavorare "a gratis" stimola le persone a non lavorare in gruppo: se c'è qualcosa che non ti piace te ne vai o crei un fork, difficilmente accetti ordini da qualcuno. Soprattutto i programmatori che, come noto, sono sempre convinti di avere pensato alla soluzione migliore. Questo provoca una eccessiva frammentazione delle risorse, che fa solo male alla comunità open source. Andate a vedere i veri progetti grossi, e vedrete che sono sempre finanziati da grosse aziende che impiegano persone e denaro per portarli avanti.

    Questo è anche il motivo delle mille mila distribuzioni: se non ti piace una esistente ne crei una nuova, e così fan tutti. E così escono maree di distribuzioni senza senso.
    It is common knowledge that old school hackers all have large beards. Alan Cox,RMS and maddog are brilliant examples. The reason for this is that growing a beard is the most interesting use of one's time when the computer is waiting for fsck to finish messing around after a system crash, and on large filesystems, you'll have plenty of time to waste (this might also be why there are so few female hackers; they can't grow beards).

  8. #8
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    Ciò non risponde alla domanda prima: perché cambiare le posizioni dei vari file di sistema. Le librerie sono numerate, volendo, se necessiti della libXYZ 5 o successiva è semplice determinare se ce l'hai o meno. In ogni caso il lavorare in gruppo è l'unica soluzione ai problemi complessi, te lo insegnano fin dall'Università. Se poi le persone fanno di testa loro, beh, prima o poi moriranno per la sterilità del loro progetto. Se invece riusciranno ad avere un team, quello proseguirà sull'ondata del fondatore, di sicuro non andranno in un fork se non ci credono, no?

  9. #9
    Niubbino L'avatar di Slater91
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    Originariamente inviato da giostark
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    Il 90% di cui tu parli non solo non conosce la componentistica interna di un pc ma non sa nemmeno come funziona una lampadina (e con buona probabilita' , ha difficolta' nel cambiarla - se solo ricoperta da una plafoniera). Per questa gente, non c'e' quasi soluzione effettiva. Per colui che vuole uscire dalla caverna platonica per vedere quale sia la vita vera, la soluzione e' gia' data. Basta un po' di sbattimento.
    Da studente del corso di Informatica di tale Università, ti so dire che il 99,9% dei miei compagni di corso non ha mai aperto un PC, non conosce la differenza tra Pentium III e Pentium IV, e non ha idea di quali siano i reali vantaggi di un sistema multi-core rispetto ad un sistema mono-core ("va più veloce, no?"). Proprio stamattina, un mio compagno mi chiede "ma il processore dell'iPad 2, che è un dual core a 1GHz, è più lento del processore dell'iPad 1 perchè è 1GHz spartito tra i due, no?"
    Ho detto tutto.
    Loki: PowerMac G3 Blue & White CPU PowerPC 750 "G3" 350 MHz / 640 MiB RAM PC-100 / GPU ATI Rage 128 MB
    Kvasir: Sony Vaio VGN-FZ39VN (Intel Core 2 Duo T8100 @2,10 GHz / 4 GiB RAM DDR2 / HD 200 GB @5400rpm / schermo 15.4" powered by Intel GMA X3100 / Vista Business & Ubuntu 10.10)
    Skírnir: Samsung Galaxy Tab
    Vidharr: MSI Pro266TD Master-LR / 2x Intel Pentium IIIS Tualatin @1400MHz / 2 GiB RAM DDR400 / nVIDIA GeForce MX440 / Ubuntu Server 10.04
    & Windows XP Professional
    (sì, sono un amante della mitologia nordica)

  10. #10
    Stregone del net L'avatar di ziotidus
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    Io invece sono sempre meno "emozionato" dall'universo linux.. Forse sarà anche la difficoltà di trovare una distribuzione che mi soddisfi.. mah...

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