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Grazie alle nostre collaborazioni, siamo in grado di proporvi una succosa anteprima della reflex pieno formato più attesa del momento, nonchè una breve panoramica sulle nuove ottiche zoom Nikkor 14-24mm/f2.8 e 24-70mm/f2.8.
Delle nuove reflex Nikon D3 e D300 e della nuova linea di obiettivi zoom e tele Nikkor, avevamo già parlato approfonditamente nelle nostre news/anteprima fornendo caratteristiche tecniche ed altri dettagli ( anteprima , news ufficiale ).
Oggi invece, dopo una lunga attesa e grazie alla preziosa collaborazione con il fotografo Marco Squassabia, abbiamo la possibilità di offrirvi un field-report della prima digitale full-frame Nikon, a cui la splendida città di Verona fa da cornice, basato su impressioni reali derivanti dall'uso continuativo dell'attrezzatura anche in condizioni di illuminazione limite e per questo critiche.
Questo non è un test di laboratorio, quindi i pixel-peepers resteranno delusi: quello che cerchiamo di fare qui è di tirare le prime -obiettive- considerazioni su una macchina fotografica, la D3 appunto, che promette di essere una rivoluzione, non solo per coloro che sono da sempre fedeli al marchio Nikon...
Il field report è di Marco Squassabia.
Regali di Natale e considerazioni sparse sul nuovo formato FX
Quest'anno Babbo Natale ha ricevuto la mia letterina un po' in anticipo, probabilmente ad Agosto (data di presentazione della D3) era ancora in spiaggia sotto l'ombrellone... e forse anche per questo l'oggetto del desiderio è arrivato giusto in tempo per essere scartato sotto l'albero.
Eccola qui, la nuova Nikon full-frame, formato ribattezzato FX dalla casa giapponese, forse per quel mm di differenza rispetto al classico formato Leica... o forse perché di più immediata classificazione rispetto al formato ridotto DX usato fino ad oggi in casa Nikon.
Certo è che chiamarlo formato FX fa un po' sorridere a chi, come il sottoscritto, è cresciuto con la pellicola e ha utilizzato per anni una Canon 1Ds...
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I formati FX e DX a confronto. |
Di nuovo nel formato non c'è proprio nulla, ma nella tecnologia per ottimizzarlo sì.
Rimando ad articoli più tecnici per i dettagli, basti qui ricordare che per "agguantare" la maggiore quantità di luce il sensore CMOS della D3 adotta fotodiodi molto adiacenti tra loro in modo da non presentare praticamente soluzione di continuità e dispone di una seconda fila di fotodiodi "sfalsati" che raccolgono e "raddrizzano" i raggi periferici della prima fila.
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Il sensore FX impiegato nella Nikon D3. |
Il tutto si traduce in una gamma di sensibilità utilizzabili incredibile, da 100 ISO (opzione L1.0) a ben 25.600 ISO (opzione H2.0).
Le immagini sono ricche di dettaglio anche alle alte sensibilità e a 6400 ISO si ottengono ancora stampe di medio-grande formato di eccellente qualità, mentre 12.800 e soprattutto 25.600 sono ISO "di riserva" per portare a casa lo scatto, anche se si ottengono discrete stampe comunque, specialmente in bianco e nero.
Simili risultati su pellicola erano impensabili e anche sulle recenti concorrenti digitali il livello di rumore e in particolare di perdita di dettaglio agli alti ISO era decisamente superiore.
In casa Nikon il balzo in avanti è notevolissimo, rispetto alla D200 direi da due a tre stop a seconda delle sensibilità.
Normalmente all'aumentare della sensibilità il range dinamico e la profondità dei colori vengono meno, ma con la D3 si può realmente scattare in ogni condizione senza troppo preoccuparsi della resa cromatica o della chiusura delle ombre.
La pulizia che si ottiene alla sensibilità base di 200 ISO viene mantenuta fino a circa 800-1000 ISO e anche a 1600 ISO si fatica a vedere la grana anche in stampe formato A3+, tanto che per fotografia naturalistica non esiterei a impostare tale sensibilità per avere il miglior rapporto tra tempo di scatto e profondità di campo.
Ergonomia, sensore AF e nuove funzioni come live-view e livella elettronica
Nonostante il peso e le dimensioni non siano da peso piuma, la D3 si impugna molto bene e l'ottima ergonomia (Giugiaro docet) la fa sembrare più leggera di quanto realmente sia.
Date le dimensioni però avrei preferito un secondo multi-selettore in basso, sul tipo di quello presente sull'impugnatura verticale per la D300.
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Le Nikon D3 e D300 a confronto nella vista posteriore: da notare il multi-selettore ripetuto sulla D300 e mancante, nella stessa posizione, sul corpo della D3. |
Impugnando la macchina per riprese verticali infatti non è molto agevole manovrare il multi-selettore principale per selezionare i punti di messa a fuoco.
Autofocus e Live-View.
L'autofocus è molto veloce, decisamente più rapido e preciso di quello della D200. Alcuni preferiscono tuttavia la distribuzione dei punti di messa a fuoco presente sulla D300 o sulla D2X. Io solitamente punto, blocco l'AF e re-inquadro, ma capisco che se ci si affida completamente all'AF una distribuzione più ampia dei punti sia un vantaggio per una messa a fuoco decentrata.
La velocità di scatto è eccellente. Raramente scatto oltre 3-5 fotogrammi al secondo, ma è comunque rassicurante sapere che esiste l'opzione.
Lo scatto è abbastanza rumoroso ma molto "secco" e veloce, inoltre lo specchio mi pare molto ben ammortizzato.
Il live-view è molto comodo, soprattutto in modalità cavalletto per controllare l'esatta messa a fuoco su soggetti statici.
L'AF in questa modalità è molto lento, ma permette di mantenere la visione durante la focheggiatura e di scegliere il punto di messa a fuoco in continuo su tutto il fotogramma.
La modalità mano libera è invece comoda per scattare in posizioni nelle quali risulta disagevole, se non impossibile, inquadrare col mirino a mano libera. In questa modalità la focheggiatura automatica disinserisce temporaneamente la visione (lo specchio si abbassa per consentire al modulo AF di focheggiare come di norma) che ritorna non appena effettuata la messa a fuoco.
Come la maggior parte dei mirini delle "pieno-formato", anche quello della D3 è ampio e luminoso.
Oltre a rendere l'inquadratura una piacevole esperienza (cosa troppo spesso sottovalutata nelle ultime reflex, digitali soprattutto), facilita la messa a fuoco manuale.
Numerose sono le possibilità di personalizzazione.
Personalmente ho impostato i due tasti funzione frontali rispettivamente sulla selezione rapida degli obiettivi senza CPU (nel mio caso 20/2.8 AIS, 35/1.4 AIS, 55/2.8 AIS Micro e 75-150/3.5 SerieE) e sulla livella a bolla integrata che si visualizza nel mirino al posto della scala esposimetrica laterale; al contrario di quanto ho letto su un noto sito web io l'ho trovata estremamente precisa e preferibile al reticolo in sovraimpressione (non disponibile su D3 e D2X, mentre è presente su D300 e D200).
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La livella elettronica sulla D3. |
Oltretutto sono sempre possibili disallineamenti dello schermo di messa a fuoco, come notato su alcune nuove 1DsmkIII ( NorthLightImages ), mentre la livella integrata è indipendente dall'accuratezza dello schermo.
Brevi considerazioni sulle ottiche e meno brevi sulle capacità ISO
I due nuovi zoom presentati da Nikon sembrano fatti apposta per la D3.
Li ho provati anche sulla D200 (e brevemente sulla D300 di un amico) e devo dire che nonostante le maggiori dimensioni del sensore della D3 i bordi non soffrono, anzi. Forse la D3 ha un'ottimizzazione delle microlenti ai bordi (tipo Leica M8), non saprei, sta di fatto che i bordi sulla D3 appaiono addirittura leggermente migliori che sulle due DX, in particolare il 24-70 alle focali più corte.
Comunque sono molto maneggevoli e forniscono immagini di elevata qualità già a tutta apertura, con ottimo contrasto e sfuocato molto piacevole.
Dettaglio ad ISO bassi e qualità dei JPEG.
Quanto al dettaglio ottenibile dalla D3 a 200 ISO, secondo alcuni inferiore a quello fornito dalla D2X a 100 ISO, direi che molto dipende dal tipo di file (Raw o Jpeg) e dal software utilizzato per convertire il file Raw.
I jpeg della D3 non mi convincono molto. Probabilmente smanettando nelle impostazioni potrei trovare un settaggio migliore, ma considerando che non utilizzo praticamente mai i jpeg, non è stata una delle mie priorità: chiedo venia ai jpegghisti.
La strada del RAW.
Per quanto riguarda i file NEF, tutto dipende dal software di conversione.
ACR su Photoshop CS3 non rende giustizia ai file della D3. Scarso dettaglio e resa tonale impastata.
Io uso Mac, quindi purtroppo non posso giudicare le conversioni di CaptureNX 1.3, visto che anche l'ultima patch di Nikon per Leopard manda in crash il programma appena si tenta di aprire un file o cartella di file D3 o D300...
Aperture non supporta ancora la D3 e comunque non ne vado matto.
Non ho Lightroom, ma se non erro utilizza lo stesso tipo di demosaicizzazione di ACR, quindi il livello di dettaglio di partenza non è entusiasmante.
Per le mie conversioni trovo eccellente RawDeveloper, il quale fornisce risultati ottimi sia come resa colore che come dettaglio.
Dispone di una modalità di "sharpening" chiamata L-R deconvolution (che in realtà è tutt'altro che una maschera di contrasto) che fornisce risultati eccellenti sulla D3.
Questo pseudo-ritratto rubato è stato scattato a 4000 ISO con un economico (200 euro, usato) ma ottimo 28-105/3.5-4.5:
Il relativo dettaglio al 100% mostra un'ottima incisione (nonostante la tutta apertura a 105mm e il relativamente lento tempo di scatto a mano libera di 1/40 sec):
L'incarnato è molto piacevole anche a questa sensibilità e il rumore è incredibilmente contenuto nonostante non sia stato usato alcun sistema di riduzione del rumore (conversione da NEF in RawDeveloper con opzione L-R deconvolution, no Noise Reduction).
Oltretutto la relativamente bassa densità dei pixel (12 Mp spalmati su un'area che è più del doppio di
quella della precedente D2X con pari risoluzione) permette alle ottiche di lavorare a frequenze spaziali più basse, quindi con un microcontrasto più elevato. In sostanza sulla D3 funzionano bene anche ottiche meno performanti su sensori più "esigenti".
Quest'immagine è stata invece scattata con un vecchio 55/2.8 Micro AIS alla incredibile sensibilità di 12800 ISO.
Certo a questa dimensione non si può valutare il rumore (per il quale vedasi il dettaglio in basso) ma è da elogiare il mantenimento del contrasto e del colore, con ottima profondità nonostante i ben 3 stop sopra 1600 ISO (sensibilità al limite per la vecchia generazione Nikon).
I seguenti dettagli al 100% dell'angolo superiore destro mostrano il dettaglio/rumore all'aumentare della sensibilità:
200 ISO
3200 ISO
12800 ISO
Come si può notare il rumore a 12800 ISO non è certo inesistente, ma in stampa è molto meno visibile (comunque stiamo qui visionando il particolare di un'equivalente stampa 50x70 cm...) e quello che impressiona è il mantenimento del dettaglio: a 3200 ISO poi si possono quasi scattare paesaggi...
Il rumore dipende sempre dal tipo e quantità di illuminazione, quindi questi risultati non sono replicabili in ogni situazione, però è innegabile l'enorme passo avanti compiuto da Nikon e non solo in casa propria.
Foto e considerazioni sparse con qualche errore forse voluto...
Purtroppo non ho avuto molto tempo per uscire a scattare con la nuova macchina, complice anche una brutta influenza gastrointestinale che non auguro a nessuno... speravo di trascorrere buona parte del periodo natalizio praticamente incollato al mirino della D3 e in effetti così è stato, ma a letto... quindi vi evito l'innumerevole quantità di scatti al comodino, alla scatola del biochetasi e al termometro. :)
Eccovi quindi poche immagini che tuttavia non rendono giustizia all'enorme potenzialità della nuova Nikon. Tutte scattate nell'arco di un'oretta, con inserito maldestramente il D-Lighting attivo, su high per giunta... evidentemente l'influenza stava già iniziando a sortire i suoi effetti, aggiungetevi il freddo della serata e l'emozione per la D3 e il pasticcio era inevitabile.
Funzione D-Lighting.
Il D-Lighting attivo abbassa l'esposizione per mantenere il massimo dettaglio nelle alte luci e poi aumenta il guadagno nelle ombre, con l'intento di aumentare la gamma dinamica.
E' una funzione interessante con illuminazione contrastata o per foto di interni in presenza di finestrature su un esterno soleggiato, ma richiede che la sensibilità non sia molto elevata e inoltre funziona in automatico su jpeg, ma sui NEF mi risulta si debba utilizzare CaptureNX.
Il risultato, quando ho aperto le immagini in RawDeveloper, è stata una forte sottoesposizione di circa 1-1.5 stop: questo errore però mi ha dato modo di apprezzare l'eccellente capacità di recupero dei file NEF della D3 anche a queste sensibilità.
Se penso che la mia vecchia Eos-1Ds non tollerava volentieri più di 1/2 stop di recupero nelle ombre già a 100 ISO...
Tutte le immagini sono state scattate a mano libera con tempi di scatto intorno a 1/30 - 1/40 sec (a parte quella del lampione scattata a 1/320).
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Nikkor 24-70/2.8 a 36mm, f/5.6, ISO 3200 (+ 0.85 stop di compensazione in RawDeveloper, quindi effettivi 5500 ISO) |
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Stesso punto di ripresa, Nikkor 14-24/2.8 a 14mm f/5.6 ISO 3200 (+ 1 stop di compensazione in RawDeveloper, quindi effettivi 6400 ISO) |
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Dettaglio 100% |
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Altro dettaglio 100% |
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Nikkor 24-70/2.8 a 55mm f/2.8 ISO 3200 (+ 1 stop di compensazione in RawDeveloper, quindi effettivi 6400 ISO) |
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Dettaglio 100% (notare l'assenza di coma a tutta apertura) |
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Nikkor 14-24/2.8 a 14mm f/3.2 ISO 1600 (+ 1.21 stop di compensazione in RawDeveloper, quindi effettivi circa 4000 ISO) |
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Nikkor 14-24/2.8 a 15mm f/3.2 ISO 2000 (+ 2 stop di compensazione in RawDeveloper, quindi effettivi 8000 ISO) |
Non sarei mai riuscito a scattare in queste condizioni di luce a questi diaframmi senza cavalletto con la mia precedente D200, dato che superare gli 800 ISO non era consigliabile.
L'impressionante qualità alle alte sensibilità però non faccia pensare che Nikon abbia scelto la strada del "basso rumore, basso dettaglio”.
Prime conclusioni su un'attrezzatura che mette a dura prova i limiti di un fotografo
Nonostante quanto si legga su alcuni fora nazionali e internazionali, la D3 lavora egregiamente anche alle sensibilità più basse ed è capace di restituire un eccellente dettaglio in linea con le altre macchine di pari risoluzione. I file tuttavia non sono perfetti "straight-out-of-the-camera" e bisogna sapere come trattarli in fase di conversione.
Se usate Mac, soprattutto con Leopard, come detto la scelta migliore resta RawDeveloper 1.7.2 ( IridientDigital ), se usate Windows direi che i migliori risultati si ottengono con Capture NX 1.3, del quale Nikon fornisce licenza gratuita con l'acqusto delle nuove D3 e D300 (nella confezione c'è il codice di registrazione da inserire una volta scaricato il programma dal web).
L'unico "difetto" della D3 sono le dimensioni e il peso: io mi trovo bene con le macchine grandi, si impugnano bene e aiutano a scattare con tempi di scatto più lunghi.
L'ergonomia della D3 è inoltre eccellente, ma quando Nikon sfornerà una digitale pieno formato che ricalchi la F6 a pellicola (con possibilità di impugnatura/booster aggiuntivo) penso sarà una mossa apprezzata da tutti.
Ringraziamenti. Marco è un “fotografo per passione”, specializzato nel digitale, con un'ampia e comprovata esperienza alle spalle fatta di Canon, Leica e attrezzature ai massimi livelli che gli consente una visione a 360° del panorama fotografico. E' stato tra i primi al mondo ad utilizzare ottiche Zeiss e Leica sui corpi digitali Canon serie “1D” attraverso l'impiego di appositi adattatori: questo per ottenere il massimo dai loro ottimi sensori full-frame.