[TEST] Nikon V1, presa di contatto – 1a parte
Nikon V1 ed 1 Nikkor 10-30/3.5-5.6 VR, click per ingrandire
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Per Nikon la nuova serie One, presentata in Italia a Settembre dello scorso anno (qui per il ns. report dell’evento), è il classico salto nel buio …che però sembra stia avendo un buon esito sul fronte delle vendite e nel riscontro con l’utenza. Sono, le J1 e V1, fotocamere mirrorless come ormai tante sul mercato, e in alcuni casi da diversi anni, ma sono le prime per il Produttore Giapponese e, non da ultimo, hanno innesto a baionetta ed un sensore proprietari, quindi il compito di doversi creare una nicchia di mercato a se stante è davvero arduo. Continua dopo il break.
Nikon One, dimensioni fisiche sensore CX
All’inizio, mi ha sopreso la scelta di un sensore così “piccolo”. Quando le J1/V1 sono state presentate, leggendo le specifiche del sensore (diagonale da 1″, 13,2×8,8mm, per 10 milioni di pixel), sono rimasto perplesso ed ho iniziato a chiedermi se davvero in quattro anni di ricerca e sviluppo, tanto ci ha messo Nikon a sfornare il Sistema Uno, quello fosse il risultato “migliore possibile”. Non potevo togliermi dalla testa il fatto che, a prezzi simili, si trovano corpi mirrorless con imager più grandi (m4/3) o molto più grandi (APS-C SONY NEX). Il discorso è che invece, alla fine della fiera, alla Nikon V1, correntemente in fase di field test, non mi sento di rimproverare alcunché sul sensore, anzi. Semmai non me ne sono piaciute alcune scelte legate ad altri aspetti, più o meno secondari e legati a preferenze anche personali, che nulla hanno a che fare. Ci credereste? Ma procediamo con ordine: in questa prima parte analizzeremo il package e la dotazione della macchina; nelle due parti successive parleremo invece del corpo, dell’ergonomia e della qualità -molto buona- dell’immagine e del video.
Nikon V1 contro il top del m4/3
Come uno smartphone. La confezione, con fondo bianco, è fortemente ispirata allo stile dei telefonini dell’ultima generazione: compatta, essenziale nel design, con l’immagine del prodotto, nel nostro caso una V1 con l’1 Nikkor 10-30/3.5-5.6, e nulla di più. Aprendola, all’interno, rimossa una spessa coltre di foglietti (ai quali è bene fare attenzione, vedremo più in avanti), oltre alla macchina e all’obiettivo, si nota immediatamente il caricabatterie, di nuova concezione. Ed è proprio il battery charger che mi ha colpito da subito: il design è molto più “intelligente” della media . Due aspetti che si fanno apprezzare immediatamente: il cavo articolabile in due posizioni attraverso apposito tasto, il che consente di potersi districare anche in spazi molto risicati, ed il meccanismo di ritenuta dell’accumulatore Li-Ion EN-EL15 (buono per circa 350 scatti) che evita che la batteria si sfili accidentalmente e picchi per terra. Se devo dare un voto, direi 10 su 10.
Nikon V1, in the box
Continuando ad esplorare il contenuto della scatola, saltano fuori vari cavi: USB, video, alimentazione (manca quello miniHDMI che sarebbe stato invece molto gradito). Presente anche una cinghia a tracolla oltre ad una memoria SD Lexar Pro 133x da 8GByte in bundle. Non mancano ovviamente guide rapide all’uso e manuale utente, in italiano, accompagnati da due supporti ottici, uno per le guide utente in differenti lingue, e l’altro che contiene invece il software gratuito per la visualizzazione e lo sviluppo di base dei file .NEF (RAW) ViewNX 2 e l’applicativo Short Movie Creator che offre diverse funzionalità per montaggio video e si rivolge ad un’utenza chiaramente entry-level. Dicevamo dei numerosi “foglietti” ai quali fare molta attenzione, tre di essi, in particolare. Nel nostro caso, Nital ci ha inviato un corpo V1 dotato di obiettivo kit 1 Nikkor 10-30mm VR f3,5-5,6, quindi, oltre alla garanzia Nikon Europe, sono presenti anche i certificati di proprietà Nital che è bene registrare nei termini temporali stabiliti.
Nikon V1, caricabatterie ed accumulatore EN-EL15 da 1900mAh con contatti protetti
Primo contatto. Estratto il charger dalla scatola, lo attacco alla presa di corrente e metto in carica la batteria: il LED intermittente segnala appunto la fase di carica, quello fisso si accenderà avvisando il termine dell’operazione. A macchina spenta, rimuovo il tappo di protezione dall’innesto a baionetta proprietario Nikon 1 e monto l’obiettivo 10-30. Pesa! Della Nikon V1, la J1 non ho mai ancora avuto il piacere di usarla, tutto si può dire fuorché sia inconsistente o “fragilotta”. Il corpo in lega di magnesio della macchina e la stessa ottica realizzata in alcune parti in metallo (attacco a baionetta compreso), sembrano ricavati dal pieno con una fresa a tre assi: la Nikon V1 è “tosta”, non denuncia scricchiolii di sorta e la sua “presenza” sul palmo della mano, pur non essendo eccessiva, si sente eccome e questo è un vantaggio per una serie di motivi tra i quali una presa più sicura ed una migliore stabilità.
Nikon V1, caricabatterie con sistema articolabile
Carroarmato morbido. Se dovessi definire la V1 in due parole, al volo, queste userei. Solida, molto solida, ma con linee di ispirazione retrò (ormai il trend diffuso sembra essere questo in quasi tutti i nuovi prodotti) arrotondate, morbide che non “fanno a botte” con la vostra mano, grande o piccola che sia. Ma sull’ergonomia ci torneremo nella seconda parte…
Nikon One, line-up obiettivi
Sistema One. Dico subito: le V1/J1 possono usare, attraverso apposito adattatore, tutti gli obiettivi per F-Mount. E’ il caso di parlare però della nuova line-up di obiettivi specifici per queste macchine, gli 1 NIKKOR per il formato CX. Oltre al 10-30/3.5-5.6 fornito in kit, Nikon offre un 30-110/3.8-5.6 ed un super-compatto 10mm f 2.8 ma l’ottica a mio avviso più intrigante è il nuovo 1 Nikkor VR 10-100mm f/4.5-5.6 PD motorizzato che spero di poter provare presto. Da premettere che, quando si parla di queste focali, è bene tenere presente che il sensore impiegato nella nostra V1 è un 10MPixel con un fattore di crop 2,7x, quindi, allo stato attuale delle cose, la copertura garantita dalla gamma 1 Nikkor è 27-297mm nel f.to 35mm associato ad aperture che vanno da F3,5 a F5,6. Basta questo per farsi un’idea della potenzialità del sistema, tutto stabilizzato VR incluso il 10mm pancake, ma anche delle sue limitazioni, specialmente in relazione alla mancanza, almeno per adesso, di grandi aperture da sopperire magari montando i Nikkor per innesto F attraverso l’FT1, circa 180 Euro IVA compresa.
Nikon One, specifiche tecniche obiettivi CX
Giudicare ora il Sistema One è, in definitiva, inutile nel senso che lo stesso Produttore ha recentemente dichiarato di stare lavorando sulla sua espansione proprio per colmare i vuoti che inevitabilmente ci sono quando lanci qualche cosa che non ha precedenti e che non sfrutta standard già affermati come il m4/3. Insomma, ci vuol pazienza ma l’esordio è promettente. Seguiteci perché approfondiremo questi aspetti, accessori compresi, nella seconda e terza parte. A presto!
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