One, Pointless mirrorless?
E-PL3 e Panasonic X 14-42mm, una scelta compatta ideale (secondo me)
Scrivere un articolo del genere richiede calma, concentrazione e soprattutto una buona dose di obiettività, quindi mi sono preso un po’ di tempo per pensarci su adeguatamente e per evitare di dire il già detto. Un po’ tutti hanno infatti espresso il proprio punto di vista in merito alla questione, dagli utenti dei vari forum a presunti guru indiscussi come Thom Hogan (il quale si fa pure i complimenti da solo per gli accessi crescenti al suo sito). Ci sono i totalmente contrari, i possibilisti, quelli che (Hogan) si sforzano di trovare comunque una raison d’être pur ammettendo una serie di aspetti non proprio positivi etc… e poi ci sono i Nikonisti delusi e magari pure parecchio arrabbiati.
Tra tutti, il punto di TOP (Mike Johnston) è quello che apprezzo di più per l’obiettività e per il pragmatismo che lo contraddistinguono, senza dimenticare un senso della realtà delle cose che molti sembrano avere smarrito.
Tutto il succo della questione sta più o meno qui: perché fare una macchina ad ottiche intercambiabili con un sensore piccolo (o poco più grande di quello di una compatta, se preferite), che costa come reflex entry/avanzate e con un innesto a baionetta basato su uno standard proprietario? A questa prima serie di interrogativi è necessario aggiungere anche un “paio” di considerazioni niente affatto scontate.
- Il Sistema 1 non è né il primo né l’unico mirrorless del pianeta, anzi, è l’ultimo in ordine di tempo (ad oggi 23 Settembre 2011) ed il più acerbo;
- La concorrenza, in senso generale, ha prodotti che arrivano già alla seconda o terza generazione con conseguente base utenza consolidata e range di obiettivi tutt’altro che ristretto (Linea obiettivi m43);
- I due formati che dominano il settore sono entrambi più grandi, m43 e APS-C, uno di essi è uno standard aperto e riconosciuto (m43);
- Il costo delle macchine concorrenti è pari se non (anche di molto) inferiore all’offerta Nikon 1 con caratteristiche spesso superiori in termini generali e particolari;
- I corpi Olympus hanno stabilizzazione in-body piuttosto efficace rendendo l’uso di obiettivi manuali adattati più agevole;
- Non è vero che il piccolo formato scelto (2,7x) dia alle “One” un vantaggio in termini assoluti sotto il profilo dimensionale, basta guardare alle E-PL3, E-PM1 oppure alle GF3 ed alle combinazioni con il 14-42mm retrattile (soprattutto l’X Panasonic motorizzato) per rendersi conto che le dimensioni sono già estremamente ridotte o addirittura inferiori (e ricordiamoci pure che un po’ di spazio per le mani bisogna conservarlo, non siamo Puffi!);
- Il formato m43 è aperto, maturo, con la possibilità di sfruttare ottiche e corpi cross-brand ed avrebbe costituito una base “sicura” su cui muoversi consentendo agli utenti di recuperare parte dei soldi già spesi in ottiche;
- Sempre m43 è (non solo secondo Johnston che lo definisce addirittura come il Big Kahuna), dimensionalmente ideale per una compatta mirrorless: non troppo grande da avere obiettivi con ingombri da reflex (Sony NEX) e non troppo piccolo da essere penalizzato eccessivamente sotto il profilo dell’IQ;
- SONY sulle sue NEX ha introdotto il Focus Peaking per facilitare la messa a fuoco manuale ridando vita alle ottiche adattate, tra le quali, assicuro, vi sono autentici gioielli (vedasi i vari Leica R, Zeiss, Voigtlander e via dicendo non necessariamente da migliaia di Euro a vetro…): per alcuni potrebbe essere un aspetto di importanza minore ma ci sono decine se non centinaia di migliaia di utenti che stanno apprezzando enormemente questa opportunità;
- Il sensore da 10MPixel e 2,7x di crop non offre tecnologicamente soluzioni “uniche” (vedi X3, SuperCCD etc…): ha un buon IQ, è vero, ma non è equiparabile come resa ad un APS-C, in special modo al 16MPixel delle C-3/5n;
- Il processore EXPEED 3, a mio modesto avviso vera innovazione delle J1/V1, è sfruttato solo parzialmente: vista la notevole potenza di elaborazione disponibile, si sarebbe potuto ad esempio implementare il supporto al video 720p @ 120fps rendendo il pacchetto “One” più appetibile;
- Il costo, ci torno su perché è il discrimine fondamentale per una scelta che possa definirsi razionale, non è da compatta e non è basso in senso assoluto. Anzi è un fattore determinante per il successo o l’insuccesso delle “1”. Soprattutto oggi, in un momento di crisi profondissima, a meno che non mi sia perso qualcosa nelle ultime 24 ore o stia vivendo in un sogno (incubo).
Questi sono solo alcuni punti che mi vengono in mente tra quelli più evidenti ma ce ne sono molti altri da considerare: la lista si allungherebbe però a dismisura (ed inutilmente) ai fini della nostra discussione.
Per me la presentazione delle “One” ha segnato un punto di svolta importante poiché ha di fatto confermato tre cose: 1) il formato m43 è, ora come ora e per parecchio tempo a venire, il formato d’eccellenza per le mirrorless compatte (obiettivi compresi); 2) Nikon sembrerebbe essersi definitivamente fossilizzata sulla propria immagine di photo-company; 3) il futuro del fotovideo appartiene alle multinazionali di consumer electronics.
Per una volta vorrei fare delle considerazioni, come tanto piace definirle agli americani, “out of the box” e mettere a confronto, da fuori, i player del mercato.
Yahoo Finance, impiegati / fatturato 2010-2011, click per ingrandire
Solo un cieco non noterebbe le differenze che ci sono tra queste compagnie. Invito a riflettere su SAMSUNG, Signori, SAMSUNG, quelli dei telefonini*, dei tablet* e delle LAVATRICI* che stanno dimostrando di saper fare una mirrorless con sensore APS-C ed obiettivi compatti e pure di buona qualità … a prezzi umani. Sarebbe un po’ come se domani ENI annunciasse di punto in bianco la sua SupersportGT dicendo che nel giro di tre anni (tanto ci ha messo Samsung a maturare la NX200) batterà qualsiasi supercar mai uscita dalle storiche fabbriche di Maranello. Ricordo che SAMSUNG ha presentato anche prototipi di macchine medio-formato: chi ha orecchie per intendere…
Certo, sembra inconcepibile persino a me che lo scrivo ma è quello che sta realmente accadendo nel settore fotografico: multinazionali CONSUMER ELECTRONICS stanno mangiandosi letteralmente il mercato fotovideo destabilizzando completamente equilibri decennali che sembravano immanenti e forse proprio qui sta il nodo della questione (Bloomberg, Giappone -35% nel settore reflex combinato Nikon+Canon).
Ricordiamoci una cosa: quando un micro chip entra dentro qualunque oggetto, quell’oggetto è destinato ad evolvere e ad invecchiare 100 volte più velocemente rispetto a prima e con esso la mentalità che lo ha partorito. E aggiungo, saranno le company che fanno IC (Integrated Circuits) ad andare avanti.
E Canon? Canon è una “bestia” particolare: non una photo-company pura ma una multinazionale impegnata su più fronti e caratterizzata da mentalità, fondi a disposizione, R&D, forze lavoro e logistica conseguenti. Quelli che hanno consolidato il video nelle reflex sono loro, non ce lo dimentichiamo. Non ho idea di cosa faranno sul fronte mirrorless ma se dovessero esordire con un prodotto, spero vivamente lo facciano con qualcosa capace di impensierire gli attuali dominatori del segmento. Altrimenti il consiglio è quello di potenziare notevolmente la prossima G mantenendone l’ottica zoom fissa e preservare così le proprie reflex entry-level.
Giù il cappello, passa Olympus. I complimenti a Panasonic per avere realmente innovato il settore sono quasi scontati. Quelli ad Olympus, photo-company pura, invece un po’ meno: hanno saputo dimostrare sul campo di non essersi ossificati, di essere rimasti agili e di avere conservato quella scintilla che diede i natali al rimpianto sistema OM ed alle PEN. L’ultima generazione di PEN digitali, dalla E-P3 alla E-PM1, soddisfa egregiamente quell’utenza attenta all’IQ ed alla qualità costruttiva di una macchina. Attualmente è nella E-PL3 accoppiata all’obiettivo Panasonic 14-42mm X motorizzato che personalmente vedo una combinazione di potenza, versatilità e compattezza ideali.
Avrei infine una osservazione per coloro (e sono stati molti) che quando è uscito il formato 43/m43 lo hanno fortemente criticato (se non deriso) per le dimensioni “ridicole” del sensore, aggiungendo a tal proposito che “Quando Nikon (o Canon) uscirà con la propria mirrorless li spazzerà via tutti in un colpo solo.”. Beh, adesso vorrei guardare negli occhi queste stesse persone e vedere la loro espressione. Giusto per coerenza, s’intende.
Il perché di questo editoriale e delle discussioni infuocate che popolano le board in giro per il mondo si deve semplicemente al fatto che Nikon non è una figura marginale ma centrale per il mondo foto, con tutto quello che ne può conseguire, numero utenti, soldi investiti, percezione del brand e chi più ne ha ne metta…
Avete letto fin qui? Bene, tutto quanto sopra è “sbagliato”, almeno a sentire Nikon. In realtà il target di utenza, secondo loro, è quello degli “smanettoni ma non troppo” (mia interpretazione), quei milioni di persone cioè che vorrebbero qualcosa in più dalla propria compatta high-end ma non troppo di più, senza sconfinare insomma nell’eccessivo tecnicismo fotografico. Vista così la nuova “One” ha più senso: un imager “più grande”, un AF “più veloce” una maggiore versatilità rispetto ad una compatta ma pur sempre una macchina con spirito da compatta. Peccato però che non siano gli unici. Il problema? “Solo” il resto del Mondo.
(*) Senza disprezzare telefonini, tablet e lavatrici, s’intende!
N.B. Questa è la mia opinione personale e come tale va considerata. Il mio è un punto di vista che può essere considerato corretto oppure errato. Il confronto è aperto a chiunque e nessuno dovrebbe sentirsene in alcun modo minacciato.