SONY, oltre la diffrazione ottica?
Il fenomeno della diffrazione è quanto di più attuale possa esserci nel mondo della fotografia digitale e rappresenta l’ultimo limite da superare quando si parla di sensori con elevatissime densità di pixel, pensiamo ad esempio alla prossima generazione di APS-C da 24MPixel che SONY è in procinto di lanciare sul mercato (Alpha A77 e NEX 7). In generale, dato un formato (es. APS-C), maggiore è il numero di pixel di un sensore, minore è il valore di apertura utilizzabile dell’obiettivo prima che questo tipo di aberrazione ottica inizi a manifestarsi e ad affliggere la resa del dettaglio dell’immagine risultante. Cambridge In Colour ha un interessante articolo che spiega molto chiaramente gli effetti della diffrazione anche in relazione alle fotocamere digitali, qui.
A quanto pare la “corsa ai megapixel” non si fermerà e la prova è il brevetto SONY n.2011-135096, puntualmente riportato da Egami, il quale attraverso l’utilizzo di uno strato di materiale ad elevato indice di rifrazione posto appena sopra ai sensel, riuscirebbe a limitare il fenomeno diffrattivo assicurando, secondo il Produttore, future generazioni di sensori con risoluzioni nominali ancor più elevate (quindi pixel di dimensioni sempre più piccole).
NOTA. Questo articolo sarà costantemente aggiornato non appena saranno disponibili nuove e più chiare informazioni oltre quelle in lingua Giapponese.
Link. Egami, SONY oltre il limite della diffrazione

Considerando che Sony fornisce buona parte della tecnologia per i sensori Nikon la notizia mi fa molto piacere e sogno un’implementazione sull’erede della D700.