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[ESCLUSIVO] – DALLA PADELLA ALLA… STEADY, CON UNA GH2

Lo SmartSlider della SmartSystem in compagni adella GH2

Ovvero “Quando il genio made in Italy incontra il Cinema“.

Massimiliano Sbrolla è un prezioso collaboratore di Nexthardware.com e del PhotoBLOG, oltreché essere ormai una presenza costante ogni qual volta si parli di novità interessanti. L’esplosione delle video-reflex è un fenomeno ormai assodato, ok, ma che siano coinvolte aziende italiane con prodotti di livello è cosa meno nota, abituati come siamo a guardare verso la terra del Sol Levante oppure ad Ovest, oltre oceano, per ogni, seppur minima, innovazione. Iniziamo oggi con SmartSystem S.r.l., sorprendente azienda con sede a Fano, capitanata dall’Ingegner Falcucci e distinta da una serie di soluzioni per la ripresa video che vanno dagli slider, oggetto di questa recensione, fino ai sistemi steadycam completi (per me che ho un Pilot, anche abbastanza modificato, la curiosità è grande). Il tutto “condito” dal sapiente utilizzo della nuovissima ed introvabile Panasonic GH2, micro4/3 d’elezione per il settore video.

Prossimamente, sempre rimanendo in tema di eccellenza italiana, pubblicheremo un’intervista esclusiva “al personaggio” del mondo video-reflex per antonomasia: alcuni hanno forse già intuito ma, per ora, vi lasciamo con la curiosità augurandovi buona lettura! Emanuele Chiocchio


DALLA PADELLA ALLA… STEADY di Massimiliano Sbrolla

Lonate Pozzolo, Ultima Frontiera.

E’ quì che spesso si infrangono i sogni di tanti filmakers italiani. Non sto scherzando. In questa cittadina della provincia di Varese, tanti aspiranti Kubrick di casa nostra hanno combattuto battaglie epiche, deponendo le armi dopo cocenti sconfitte.
E’ infatti in piena Padania, al confine con il Piemonte e la provincia di Milano, che si erge il temuto centro Doganale di Lonate Pozzolo.
Siamo nell’era di Ebay, dove è routine comprare on-line tutti quei prodotti altrimenti irreperibili sul mercato italiano, specialmente nel settore foto-video. Ma se si incappa nello zelo, giusto per carità, dei doganieri varesini, sono dolori. Ho avuto bloccato per due mesi il mio adattatore RedRock colpevole di essere un prodotto “non inquadrabile” nel commercio italiano. Ancora oggi mi chiedo cosa volessero dire ma, forse, nel 2007 vedersi passare sotto gli occhi quell’aggeggio misterioso che consentiva di mettere ottiche fotografiche davanti ad una telecamera deve aver sorpreso più d’uno.
E che dire dello slider americano “trattenuto” perchè “oggetto di origine sconosciuta e dal valore non compatibile” anche lui fermo per un mese nei freddi locali del centro. Per farla breve, un calvario!
Con l’avvento delle video-reflex la sofferenza è poi aumentata (sia fisica che economica visti i crescenti costi di sdoganamento et altri balzelli). Il fiorire di accessori, kit, rode e sistemini destinati a stuzzicare la nostra creatività, tutti rigorosamente made in USA, Cina o India, ha certamente aumentato il lavoro alle dogane e di conseguenza allungato i tempi.

Made in Italy, arrivo!

E’ stato quindi con -molto- sollievo ed altrettanta speranza che ho accolto l’arrivo sul mercato di prodotti rigorosamente made in Italy. Ciò vuol dire: telefonare in azienda senza dover sfoggiare un improponibile inglese degno delle migliori gag di Totò e Peppino, risolvere in pochi secondi un problema di spedizione o di funzionamento, avere, il più delle volte, assistenza on-line in tempo reale.
Tutto è iniziato sul set di un mio amico e collega: sfoggiava orgoglioso uno slider di ottima fattura. Lo provo. Dopo 5 secondi decido che doveva essere mio (il nostro destino di videomaker va di pari passo con l’uso della carta di credito). Vado nel sito della casa madre ed entro nel mondo SmartSystem. Parlo tramite Skype con Andrea Falcucci, l’ingegnere progettista, e in pochi secondi, dopo essermi accreditato nello store, lo slider è mio.
Poteva finire lì, con l’entusiasmo d’avere tra le mani in piccolo gioiellino. Poi l’occhio mi va sulla sede dell’azienda: Fano, Marche. La mia operosa terra. Mi spiace, ma devo andare a trovarli di persona. Richiamo Andrea. Senza indugiare la risposta è stata “Vieni quando vuoi, siamo a tua disposizione”. Passa qualche settimana e sono sul posto.
Il logo SmartSystem è un pannello appeso ad una parete di vetro nella piccola Valley di Fano. Tra uno studio fotografico e un capannone di materiale edile, sta crescendo una realtà industriale nuova ed originale. Tutto è in perfetto ordine. Il piccolo laboratorio dove si assemblano i prodotti prima della spedizione, il computer perennemente in fase di render, una piccola esposizione dei prodotti ideati e realizzati dalla mente vulcanica di questo ingegnere di 32 anni. Quì è tutto artigianale, confezionato pezzo per pezzo, fatto con passione e precisione.

Maniacale precisione.

Non è un caso che il software utilizzato per la progettazione sia lo stesso adottato dalla Ferrari per disegnare i suoi motori.

A qualche chilometro di distanza, l’officina dove le visioni di Andrea prendono forma: il futuristico macchinario di fattura giapponese ,dopo una programmazione degna del capitano Kirk, trasforma un blocco di alluminio in uno dei tanti componenti marcati SmartSystem.

“Non è solo questione di progettazione ““ puntualizza Andrea ““ la nostra filosofia va oltre. Ogni prodotto che esce da qui è pronto per accogliere il futuro. Lo slider oggi viene usato manualmente. Ma presto metteremo in commercio un motore che ne consentirà il movimento automatizzato a diverse velocità, gestibile tramite software e PC portatile. Si potrà seguire il lentissimo movimento delle stelle o lo scatto di una moto da corsa. Un sistema perfettamente integrabile allo slider esistente. E chissà, in futuro tutto ciò potrà essere gestito con un iPhone.” . Mostra la cinghia da lui concepita, e come dovrà essere collocata nello Smart Slider Pro.

Modularità.

E’ la parola d’ordine di Andrea. I sistemi che nascono quì sono componibili a seconda delle esigenze del professionista, integrabili e utilizzabili nel tempo. Concepiti per essere adattati alle novità tecnologiche dei prossimi anni. Una testa remotabile? “Certo che la faremo, e faremo in modo anche di poterla usare con lo stesso comando dello slider motorizzato”.
Il fiore all’occhiello è la Steady. Cameraman di lungo corso sono rimasti impressionati dalla qualità del modello creato a Fano. Personalmente non sono in grado di dare giudizi (mai usato uno steady professionale) ma la qualità è palpabile. A vista e al tatto. Fibra di Carbonio, design, robustezza. Vi posso elencare alcune caratteristiche di uno strumento destinato a sorprendere i professionisti del settore e a far impallidire marchi storici: gimbal dotato di una innovativa fascetta di bloccaggio, batterie di alimentazione con circuiti separati, nessuna chiave necessaria per regolare il matrix sled. E così via (consiglio di visitare il sito www.smartsystem.it). Una tecnologia che consente di mantenere sempre aggiornata la steady, anche col passar degli anni. Il corpetto si è consumato? Potete prenotarlo nuovo. Non solo. Desiderate una configurazione che vi calzi a pennello? Andrea è pronto, col suo software, a studiare una soluzione ad hoc. Farsi fare una steady su misura, come fosse una camicia, adesso è possibile.
Stessa cosa vale per qualunque sistema abbiate in mente. Lui è pronto a metterci anni e anni di esperienza per animare il render dei vostri sogni. Sarà poi l’infernale tornio giapponese a plasmare la materia informe.

Dalla padella alla… steady.

“Tutto è iniziato alcuni anni fa. Avevo appena finito di progettare una catena di produzione lunga 40 metri che realizzava padelle. Poi mi è tornato in mente il mio vecchio professore di tecnica delle superiori che, appassionato di cinema, si presentò un giorno a scuola con la sua videocamera e uno strano aggeggio: una delle prime steadycam. Rimasi folgorato. Col passare degli anni quell’immagine non è mai sbiadida. Si è così sposata col mio desiderio di progettare, progettare e poi ancora progettare. Fin quando mi è capitata l’occasione di studiare il mercato video e di entrarci. Una scommessa. E i risultati mi stanno dando ragione”. Andrea risponde personalmente ogni giorno all’account di Skype. Offre consulenze, accetta consigli e idee di nuovi prodotti. Poi, a sole tramontato, inizia ad elaborare prototipi. Più che consigli, la notte a lui porta “render”.

Modularità anche nei prezzi.

“Abbiamo anche pensato alle tasche dei clienti. Con un servizio di leasing a lungo termine (locazione operativa), chiunque può permettersi il top della gamma delle steadycam. Deciderà solo a fine noleggio se acquistare defintivamente il kit, se aggiornarlo, se cambiare configurazione o se riprenderne uno nuovo di zecca.”

Squilla il telefono. Un nuovo Smart Slider in ordine. Andrea lo prepara “Mi basta passare la dita lungo il carrellino (dello slider. ndr) per dare l’ok. Tutto passa tra le mie mani prima di essere spedito.” E la garanzia? “18 mesi appena il cliente iscrive il prodotto sul sito. Ogni pezzo ha il suo numero di serie. Abbiamo la tracciabilità di tutto ciò che esce dalle nostre officine, sappiamo esattamente quale conformazione è stata scelta dal professionista. E se un giorno ci chiederà una modifica, la faremo semplicemente parlando al telefono”.

Sono ore di fibrillazione. A giorni ci sarà l’importante appuntamento del Photo Show di Milano (25-28 Marzo 2011, ndr.). Andrea cercherà di giocarsi con onestà le sue carte. Perchè bluffare non fa parte della sua filosofia. Ma vincere, sì.

TEST SMARTSLIDER/Panasonic GH2.
Per il test dello Smart Slider ho scelto di utilizzare la nuova fiammante Panasonic GH2, una videoreflex che in Italia si trova con molta difficoltà. Probabilmente la casa madre ha avuto più ordini di quanto si aspettasse. Uno scenario che ricorda quello di 2 anni fa con la 5DMkII di Canon. Cosa dire della GH2? Un meraviglioso concentrato di tecnologia e qualità . Certo, esteticamente non è paragonabile alla reflex di Canon, piccola, leggera e un po’ giocattolosa com’è ma riesce a sfornare immagini di grande qualità. A chi continua a chiedermi chi preferisco tra 5D e GH2 rispondo sempre: entrambe. Si tratta di un’accoppiata vincente, due macchine che si integrano alla perfezione. La 5D con i suoi splendidi sfocati, la struttura full frame, la luminosità, è l’ideale per lavori raffinati e d’effetto. Usata con lenti primarie fisse è imbattibile. La GH2 col suo fattore crop, la sorprendente nitidezza e versatilità, risulta utilissima per lavori veloci (specialmente se accessoriata con l’ottimo 14-140mm). Insomma un po’ più simile alla telecamera la GH2, anche se riesce ad avere sfocati eccellenti (ma non esasperati come la 5D) ed una pasta altrettanto cinematografica. In più lo schermino orientabile e l’autofocus durante la registrazone sono fattori molto interessanti. Il massimo della qualità si ha a 24 fps 1080p. Anche se talvolta, in alcune panoramiche, sto riscontrando un eccesso di scattosità dovuto al frame rate. Devo capire ancora come ovviare al problema.
Per me che mi occupo di natura e di animali potrebbe essere la sostituta della intramontabile Canon XlH1, una telecamera HDV che ancora oggi utilizzo per il fattore di moltiplicazione delle ottiche: un bel 300mm diventa un 2.100mm. Il crop della GH2 moltiplicherà qualunque ottica x 5! Se poi decidete di girare a 720p, dovrete moltiplicare x7.
A proposito di lenti. L’aspetto più fascinoso è che il sistema micro4/3 utilizzato consente di montare qualunque marca di qualunque anno: ho provato Canon, Nikon e persino vecchie e luminosissime Angenieux, lenti un tempo montate sulla cinepresa 16mm Aaton. La nuova tecnologia che sposa la qualità costruttiva di 40 anni fa! Magnifico.

Lo Smart Slider solo a vederlo ispira robustezza e affidabilità. Pesante quanto basta, bello esteticamente, pratico con la sua valigetta. Il movimento è fluidissimo, indipendentemente dal carico supportato (ma non andate mai oltre i 20kg). La frizione consente di scegliersi la velocità di scorrimento preferita. Nessun tipo di manutenzione da adottare. Solo l’accortezza di passare la mano lungo i binari per rimuovere eventuali residui di polvere. Basta una piccola impurità infatti e lo scorrimento ne risentirebbe. Questo per dire quanto sia preciso e ben progettato il sistema. Si può fissare sia su cavalletto singolo, sia su due stativi (venduti ad un ottimo prezzo dalla SmartSystem). I sostegni in gomma, collocati nella parte inferiore, consentono il posizionamento lontano dal terreno. Le piastre di fissaggio sono predisposte per accettare viti standard da 1/4 e da 3/8. Dal video, comunque, capirete meglio. Ovviamente girato nelle Marche! ;)


Link. SmartSystem, Sito Web Ufficiale

Chi è Massimiliano Sbrolla [web. ZooFactory.it].
Massimiliano Sbrolla ha iniziato come giornalista per la carta stampata. All’inizio degli anni 90, entrando nel mondo della TV, ha realizzato videoreportage, con le prime video HI8, per TV locali e per Rai Due. Si afferma come documentarista realizzando reportage naturalistici per la trasmissione GEO&GEO di Rai Tre. Regista-Producer per Studio Universal, all’inizio degli anni 2000, partecipa alla nascita del Gruppo FOX Tv Italia e diventa collaboratore di National Geographic Channel, relizzando spot e documentari. Ancora oggi continua a viaggiare nella natura per raccontare le bellezze del nostro pianeta, sempre accompagnato dalla sua piccola famiglia: la compagna Carlotta e il figlioletto Andrea (senza dimenticarsi mai del fidato LAND ROVER, ndr.).

Emanuele Chiocchio - MAN Generale  , , , , , , , , , , , , , , , , ,




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