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[Esclusivo] – Panasonic DMC-GH2, test sul campo

Eclissi, Panasonic GH2 e 100-300 F4-5,6 – Click per ingrandire

Una delle fotocamere del momento testata sul campo per noi dall’amico e validissimo fotografo Marco Squassabia, del quale avevamo avuto il piacere di leggere l’anteprima, direi assoluta, sulla Nikon D3 e gli obiettivi Nikkor AF-S 14-24 e 24-70. Questo field test vede all’opera la nuova Panasonic DMC-GH2, m4/3 di punta, insieme agli obiettivi LUMIX G 100-300mm F4-5,6 OIS e 7-14mm F4. Buona lettura!

PANASONIC GH2 e obiettivo 100-300, di Marco Squassabia

Panasonic rocks“, come direbbero gli americani… in effetti se guardiamo alla dotazione tecnologica di questa nuova piccola m4/3 non c’è che da rimanere a bocca aperta, soprattutto considerando il prezzo d’acquisto che, sebbene sia il più elevato nel sistema m4/3, resta pur sempre concorrenziale rispetto alle DSLR/HDSLR di pari dotazioni.

Il sensore è da 18 MPixel per un output di 16 MP in formato 4:3, 15 MP in formato 3:2, 13 Mp in formato 16:9 e 12 MP in formato 6×6 (1:1); sensibilità fino a 12.800 ISO, 5 fps (fino a 40fps a 4MPixel), video 1080p con un’interessantissima modalità 24p e un’altrettanto notevole modalità di cropping per quasi quadruplicare l’ingrandimento video senza perdita di qualità: in pratica invece di usare i 16 Mp dell’intero sensore, per poi ricampionarli verso il basso alla risoluzione 1920×1080, l’opzione consente di utilizzare direttamente la porzione centrale di 1920×1080 pixel del sensore… Risultato: immagini leggermente più “rumorose” ma dettaglio perfetto. Audio stereo e display articolato touch screen completano il quadro. Insomma una fotocamera “full-optional”, secondo gli attuali standard tecnologici.

Non voglio tuttavia proporvi una disamina tecnica, non è il mio intento: penso che ormai la fotocamera sia ben conosciuta “sulla carta”, quindi nelle prossime righe troverete semplicemente le mie impressioni da utilizzatore attuale del formato m4/3, proveniente dai formati maggiori (1Ds, D3 e Leica DMR/M8).

In breve. Il sistema m4/3 ha, secondo me, ottime potenzialità e già nelle sue prime implementazioni (agli albori del sistema) impressionava per il dettaglio ottenibile e la discreta tenuta alle medio-alte sensibilità.

Il sensore della GH2, ultima e più avanzata iterazione in ordine di tempo, è sicuramente un capolavoro tecnologico se si considera che la stessa densità di pixel sul formato pieno 36×24 porterebbe a ben 64 MP.
Mi sarei aspettato un terribile rumore già a 800 ISO, invece si può scattare con disinvoltura anche a 1600. Certo, rispetto alla D3 (per non parlare della D3s) siamo molto lontani, direi 2-2,5 stop, ma non dimentichiamo che sull’area del m4/3 il sensorone Nikon spalmerebbe solo poco più di 3 MP… quindi da un punto di vista puramente tecnologico direi che la Panasonic non solo se la batte con i grandi storici del settore ma li supera.
Sì, perché anche a 1600-3200 ISO la tenuta del dettaglio è notevole e seppur la “grana” sia ben visibile, la foto non si “spappola” come usualmente si nota nei micro-formati delle compatte già a 400 ISO. Ovviamente parlo degli scatti in RAW, perché in Jpeg quello che si può valutare è perlopiù la bonta dell’algoritmo di conversione e compressione.

Questa immagine test è stata scattata a 6400 ISO ed è ottima come contrasto, colori e dettaglio.

Le condizioni qui non sono difficili: luce spot e ombre chiuse. In situazioni di luce scarsa diffusa i risultati sono decisamente peggiori, ma direi che agli alti ISO la GH2 supera la Olympus E-P2 di almeno 1 stop, forse anche più, mentre fino a 800 ISO non c’è molta differenza (anzi, alla sensibilità base direi che la E-P2 rende cieli leggermente più puliti) .

Comunque la fotografia non è fatta, per fortuna, di soli traguardi tecnologici e un sensore di 2mm quadrati da 20 MP con discreta qualità sarebbe sì una rivoluzione tecnologica ma darebbe pur sempre un’immagine di appunto “discreta” qualità. Bisogna quindi sapere cosa aspettarsi e non pretendere l’impossibile.

Ad esempio Il formato m4/3 non è intrinsecamente in grado di offrire quella pulizia e quella ridotta profondità di campo dei formati maggiori, full-frame in primis. Anche il luminoso Panasonic 20 f/1.7 rende immagini paragonabili ad un 40 f/3.5 sul formato pieno e per avere una resa simile a quella del classico 50 f/1.8 bisogna rivolgersi al costoso (ancorché ottimo) Voigtlander 25 f/0.95 (!).
Ecco che il medio tele da ritratto tipo 85 f/1.4 diventa improponibile (dove trovate un 42mm f/0.7..?) e anche montando un costosissimo Leica Noctilux 50 si otterrebbe la profondità di campo di un normale 100mm f/2 (a parità di campo inquadrato, ndr.).

Per i lunghi tele vale lo stesso principio ma in questo caso si accusa meno la perdita in quanto la profondità di campo (pdc) è già ridotta e il guadagno in termini di riduzione peso/ingombri è incredibile, tale da rendere decisamente più sopportabile la perdita di pdc.

Panasonic LUMIX G 100-300mm F4-5,6 OIS. Ho appena acquistato il 100-300 f/4-5.6 OIS, che sul m4/3 equivale ad un 200-600 (angolo di campo). Certo, la profondità di campo è paragonabile ad un f/8-11 su formato pieno ma a 600 mm anche il diaframma f/11 consente un’ottimo stacco dei piani: basti pensare a chi utilizza il 300 f/4 su formato APS-C col moltiplicatore 1.4x e l’obiettivo chiuso di uno stop per recuperare un po’ di qualità, non è uno scenario inusuale per i fotonaturalisti. La luminosità, nel caso del 100-300 su m4/3, resta però su f/5.6, il che è un bel vantaggio. Da un punto di vista dell’ingrandimento e della luminosità massima è come avere un Nikkor 200-400/4VR col TC-14E su full-frame… ma questo è grande poco più del 105 micro, e pesa meno! Ve lo dice uno che il 200-400/4VR lo ha avuto.
L’obiettivo è molto inciso fino a 200mm, perde un po’ a 300 ma rimane sempre su buoni livelli. L’uniformità di resa è a mio parere leggermente inferiore a quella del 45-200, nel senso che lo supera al centro ma gli è leggermente dietro ai bordi, mentre il contrasto, in genere, è superiore nel 100-300.

Alcuni scatti eseguiti con l’accoppiata GH2 e 100-300 durante una passeggiata in montagna.

L’eclissi di sole dei primi di gennaio a 300mm (600mm equiv.), mano libera, in città.

Ovviamente il “difetto” del m4/3, per quanto concerne la ridotta pdc, si trasforma in un pregio nella fotografia che richiede un’estesa pdc, come il paesaggio. Le ottiche grandangolari, già a f/5.6, consentono un’estesissima profondità del campo nitido e non essendo ancora colpite da diffrazione permettono di scattare con la massima qualità ottica (che si ottiene di norma a 1-2 stop dalla massima apertura) per ottenere immagini realizzabili sul formato pieno solo a diaframmi decisamente affetti da diffrazione (f/16-f/22).


Innsbruck col 7-14 Panasonic (qui i piani sono sufficientemente lontani da non dare problemi di pdc neppure su formati maggiori).
Semi-macro, sempre col Panasonic 7-14/4.

Un limite del formato m4/3 è la ridotta gamma dinamica. Nella GH2 ho notato una tendenza a bruciare le alte luci maggiore che nella “vecchia” Olympus E-P2. Quest’ultima tuttavia accusa una perdita di dettaglio nelle ombre decisamente superiore alla Panasonic e porta la gamma dinamica complessiva ottenibile ad un range inferiore a quello della GH2.
Certo che per chi proviene da una D3/D700 siamo su altri livelli… non paragonabili, purtroppo: questo è in effetti il limite attuale che pone il m4/3 ad un livello più basso dei formati maggiori.
Per la fotografia di paesaggio, il formato promette molto bene infatti, e potrebbe addirittura sostituire un corredo APS-C o full-frame dal punto di vista dell’incisione e pdc ottenibili. Ma i passaggi tonali e la gamma dinamica non sono ancora all’altezza, a mio sindacabile giudizio.

Pare che la nuova Nikon D7000, nonostante il formato APS-C, sia la Nikon con la più estesa gamma dinamica, quindi è ragionevole pensare che futuri sensori m4/3 portino ad un miglioramento anche in tal senso.
Senza considerare la possibilità di usare il bracketing per sfruttare l’HDR durante la fase di elaborazione al computer (anche se l’HDR nulla può fare sulla ricchezza tonale ai valori intermedi).

AF alla giusta velocità. La velocità dell’autofocus nella GH2 è notevole, direi in linea con le migliori DSLR di fascia media e, in genere, addirittura più preciso (il che è abbastanza normale essendo di tipo a rilevamento di contrasto), anche se il predictive AF e l’AF continuo su soggetti in movimento sono visibilmente inferiori (le DSLR utilizzano l’autofocus a rilevamento di fase, che indica anche la direzione della sfuocatura).

Le altre features. Il touch screen è senz’altro utile ma, personalmente, non lo amo in quanto è facile spostare inavvertitamente il punto di messa a fuoco e in genere non è così ben implementato come p.es il sistema, ultra collaudato, presente sull’iPhone.

Il mirino elettronico ha un ottimo refresh e consente di vedere bene anche in condizioni di luce scarsa dove un mirino ottico non consentirebbe una messa a fuoco manuale… ma la gioia di guardare in un mirino ottico (sia esso reflex o galileiano-telemetro) è un’altra cosa.

Il video della GH2 è eccellente. Non mi interessano le riprese video (in futuro approfondiremo anche questo aspetto della Panasonic GH2, ndr.)  ma devo dire che con la GH2 ci si può divertire parecchio e con risultati di assolutà qualità, per chi conosce il mondo del video ovviamente.

In conclusione la GH2 mi ha lasciato… indifferente.

E’ un’ottima macchina, sia ben chiaro, eccellente per alcuni versi, ma non mi ha entusiasmato.
La forma ricorda una DSLR ma non si impugna altrettanto bene, la costruzione è onesta ma pur sempre “plasticosa” e decisamente inferiore a quella della -molto- solida Olympus E-P2.
Il mirino è ottimo, se vi piace il mirino elettronico, ma preferisco l’altrettanto valido VF-2 della Olympus per la versatilità: si può staccare e si può inquadrare guardando verso il basso, Hasselblad-style (non oso pensare quanto sarebbe fantastico avere un dispositivo simile sulla Leica M9…).
La Olympus ha il sensore stabilizzato, il che consente di utilizzare tutte le ottiche manuali del pianeta con quest’utile tecnologia. La Olympus ha infine un algoritmo Jpeg ancora inarrivabile con colori (anche in RAW) che preferisco decisamente a Panasonic anche se qui si potrebbe parlare di preferenze personali.
Insomma, se siete già full-immersed nel formato m4/3, la GH2 è probabilmente la migliore scelta sul mercato, con una risoluzione ottima, una buona resa anche agli alti ISO, un eccellente video e il più veloce AF del sistema.
Tuttavia, come corredo compatto da affiancare alla vostra DSLR o per cose che la vostra Leica-M non può fare (macro e telefoto), preferirei la Olympus (E-P2, E-PL1 o E-PL2) con due/tre ottiche da scegliere ad hoc, a seconda delle esigenze (compattezza o applicazioni dedicate).

Io intanto, continuo a risparmiare per la M9… :)

Panasonic DMC-GH2, Conca dei Parpari – Click per ingrandire


Link. Panasonic GH2, presentazione

Link. Panasonic LUMIX G 100-300mm F4-5.6 OIS

Emanuele Chiocchio - MAN Generale  , , , , , , , , , , , , , , ,


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