Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su quando e come intervenire per mantenere sempre efficiente il nostro impianto a liquido
Partiamo dall'elemento più semplice,
più caratteristico, più pericoloso e quello che ci
garantisce il raggiungimento di performance inarrivabili tramite
raffreddamenti ad aria: l'acqua.
Potrà sembrarvi banale, ma dalla qualità e
dallo stato di quest'ultima, dipenderà in maniera
inequivocabile la salute del nostro impianto.
Che acqua usare?
Ovviamente non usate l'acqua di rubinetto. Quest'ultima
infatti possiede delle caratteristiche totalmente inadatte
all'utilizzo in un impianto da watercooling. Spesso infatti hanno
una durezza totale molto elevata con un conseguente residuo fisso
altrettanto elevato, possiedono ioni abbastanza reattivi che
possono intaccare le parti metalliche (Cl
-
, Ca
2+
ed altri) per cui, se non volete vedere pezzi di
calcare che in poco tempo vi danneggiano la pompa e vi
ostruiscono waterblock e tubi, evitatela assolutamente.
Utilizzate invece acque distillate o, ancora meglio, acque
d'osmosi, purché sull'etichetta ci siano riportate le
caratteristiche chimico-fisiche, così da essere sicuri al
100%.
Le caratteristiche da tenere d'occhio sono:
- gH (durezza totale)
- kH (durezza carbonatica)
- Residuo fisso (dipende dai valori sopra comunque)
- NO
2
(nitriti, sicuramente assenti in acque distillate)
- NO
3
(nitrati, come sopra)
- Cl
-
, Ca
2+
, Fe, Solfati ed altri anioni e cationi (devono
essere assenti)
In altre parole, ci dovrebbe essere solo H
2
O.
Evitate anche il liquido da usare nei radiatori delle
auto. Spesso non si sa bene cosa contengano, ed inoltre, sono
progettati per funzionare a temperature diverse da quelle
d'esercizio di un normale sistema di water cooling.
Se non riuscite a trovare acqua d'osmosi o distillata,
potete ripiegare sull'acqua (quella per i ferri da stiro per
intenderci) purché stiate attenti a come si comporta nel
vostro impianto. Quest'ultimo tipo di liquido infatti, tende ad
avere una durezza ed un residuo fisso maggiore rispetto a quelli
prima citati.
Dopo quanto tempo si deve cambiare l'acqua?
E' buona regola controllare ogni tanto lo stato della
stessa. Se quest'ultima diventa torbida con il tempo, è
decisamente ora di cambiarla, di dare una pulita generale
all'impianto e soprattutto di capire il perché di questo
intorbidimento. In linea di massima, se questo non accade, la
stessa acqua può essere usata per anche 6 mesi o
più, senza problemi di sorta.
In un impianto chiuso inoltre, le operazioni di rabbocco
sono ridotte al minimo, poiché l'acqua tende ad evaporare
molto lentamente.
Additivi
Ecco una componente fondamentale, ma molto spesso
sottovalutata o relegata al semplice ruolo nel modding. Un buon
additivo è qualcosa in più di un accessorio per
rendere più accattivante la visione dei tubi attraverso la
finestra del case. Da ricordare che l'additivo deve essere scelto
prima di tutto per le sue caratteristiche di anti alghe e di
lubrificatore per la pompa, piuttosto che per la sua brillantezza
agli UV.
Menzione particolare va a quei waterblock dotati di
diffusori spray (comunque con fessure molto piccole). Alcuni
additivi di scarsa qualità, tendono a formare grumi o
piccoli aggregati che, ostruendo i fori dei diffusori, possono
inficiare le prestazioni del waterblock. Ai possessori di tali wb
quindi, rivolgiamo un'esortazione a scegliere il miglior additivo
possibile, senza lesinare.
In caso non vi piacesse il modding, ma volete solo la
funzione anti alghe, potete usare il citrosil (1 tazzina per 2
litri d'acqua).
Un'ultima cosa; nel caso il vostro impianto sia costretto
da cause di forza maggiore alla totale stasi per un discreto
periodo di tempo, prima di ricominciare a riutilizzarlo
normalmente, controllate che non vi siano dei depositi. L'acqua
infatti, stando ferma per giorni e giorni, tenderà molto
più facilmente a creare precipitati.

