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lunedì 6 ottobre 2008
ore 17:36

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Manutenzione impianto a liquido: linee guida

data: 4 novembre 2007

a cura di: Nicolò Cardobi - Chicco85,

categoria: Generale

produttore:

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x Foto: 'Testa del rotore'
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Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su quando e come intervenire per mantenere sempre efficiente il nostro impianto a liquido


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Partiamo dall'elemento più semplice, più caratteristico, più pericoloso e quello che ci garantisce il raggiungimento di performance inarrivabili tramite raffreddamenti ad aria: l'acqua.
Potrà sembrarvi banale, ma dalla qualità e dallo stato di quest'ultima, dipenderà in maniera inequivocabile la salute del nostro impianto.

Che acqua usare?

Ovviamente non usate l'acqua di rubinetto. Quest'ultima infatti possiede delle caratteristiche totalmente inadatte all'utilizzo in un impianto da watercooling. Spesso infatti hanno una durezza totale molto elevata con un conseguente residuo fisso altrettanto elevato, possiedono ioni abbastanza reattivi che possono intaccare le parti metalliche (Cl
- , Ca 2+ ed altri) per cui, se non volete vedere pezzi di calcare che in poco tempo vi danneggiano la pompa e vi ostruiscono waterblock e tubi, evitatela assolutamente.
Utilizzate invece acque distillate o, ancora meglio, acque d'osmosi, purché sull'etichetta ci siano riportate le caratteristiche chimico-fisiche, così da essere sicuri al 100%.
Le caratteristiche da tenere d'occhio sono:

- gH (durezza totale)
- kH (durezza carbonatica)
- Residuo fisso (dipende dai valori sopra comunque)
- NO
2 (nitriti, sicuramente assenti in acque distillate)

- NO
3 (nitrati, come sopra)
- Cl
- , Ca 2+ , Fe, Solfati ed altri anioni e cationi (devono essere assenti)


In altre parole, ci dovrebbe essere solo H
2 O.
Evitate anche il liquido da usare nei radiatori delle auto. Spesso non si sa bene cosa contengano, ed inoltre, sono progettati per funzionare a temperature diverse da quelle d'esercizio di un normale sistema di water cooling.
Se non riuscite a trovare acqua d'osmosi o distillata, potete ripiegare sull'acqua (quella per i ferri da stiro per intenderci) purché stiate attenti a come si comporta nel vostro impianto. Quest'ultimo tipo di liquido infatti, tende ad avere una durezza ed un residuo fisso maggiore rispetto a quelli prima citati.

Dopo quanto tempo si deve cambiare l'acqua?

E' buona regola controllare ogni tanto lo stato della stessa. Se quest'ultima diventa torbida con il tempo, è decisamente ora di cambiarla, di dare una pulita generale all'impianto e soprattutto di capire il perché di questo intorbidimento. In linea di massima, se questo non accade, la stessa acqua può essere usata per anche 6 mesi o più, senza problemi di sorta.
In un impianto chiuso inoltre, le operazioni di rabbocco sono ridotte al minimo, poiché l'acqua tende ad evaporare molto lentamente.

Additivi

Ecco una componente fondamentale, ma molto spesso sottovalutata o relegata al semplice ruolo nel modding. Un buon additivo è qualcosa in più di un accessorio per rendere più accattivante la visione dei tubi attraverso la finestra del case. Da ricordare che l'additivo deve essere scelto prima di tutto per le sue caratteristiche di anti alghe e di lubrificatore per la pompa, piuttosto che per la sua brillantezza agli UV.
Menzione particolare va a quei waterblock dotati di diffusori spray (comunque con fessure molto piccole). Alcuni additivi di scarsa qualità, tendono a formare grumi o piccoli aggregati che, ostruendo i fori dei diffusori, possono inficiare le prestazioni del waterblock. Ai possessori di tali wb quindi, rivolgiamo un'esortazione a scegliere il miglior additivo possibile, senza lesinare.
In caso non vi piacesse il modding, ma volete solo la funzione anti alghe, potete usare il citrosil (1 tazzina per 2 litri d'acqua).
Un'ultima cosa; nel caso il vostro impianto sia costretto da cause di forza maggiore alla totale stasi per un discreto periodo di tempo, prima di ricominciare a riutilizzarlo normalmente, controllate che non vi siano dei depositi. L'acqua infatti, stando ferma per giorni e giorni, tenderà molto più facilmente a creare precipitati.



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